Rabbia Pellegrini, sta male e darà forfait per Roma-Cagliari

Il capitano non ha giocato neanche un minuto nelle partite con l’Athletic e oggi resta a casa: ha la febbre
Roberto Maida
Roberto Maida

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Pubblicato il 16.03.2025, 11:33

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I numeri di Pellegrini con Ranieri

Tornando a Pellegrini, di nuovo ignorato da Spalletti per la Nazionale come gli altri italiani della Roma, dall’arrivo di Ranieri è stato scelto nella formazione titolare soltanto 7 volte su 16 in campionato e 4 volte su 10 nelle coppe. Il totale fa il 42 per cento delle partite. Tra l’altro Pellegrini ne ha giocata appena una dall’inizio dalla fine, proprio domenica scorsa a Empoli: negli altri casi è stato sostituito o è subentrato. Evidentemente il «reset» di cui parlava l’allenatore nelle prime settimane di lavoro a Trigoria non ha funzionato. O almeno, nella percezione di Ranieri in questo momento Pellegrini è un ingrediente utile ma non uno dei principali per comporre la pietanza da servire al pubblico.

Pellegrini, i progetti

Sull’alternanza, e sulla precarietà, Lorenzo si era espresso con grande garbo proprio dopo la vittoria di Empoli: «Io devo pensare al bene della Roma. E’ evidente che tutti i giocatori vorrebbero giocare sempre, ma è altrettanto normale che un allenatore prenda delle decisioni. E un calciatore è tenuto a rispettarle anche quando non le condivide. Io poi con Ranieri ho stabilito un rapporto schietto, ci diciamo sempre le cose in faccia». Nessuno sa cosa si siano raccontati a Bilbao, o magari di ritorno dalla Spagna, quando certamente Pellegrini era seccato per la scarsa considerazione. Ma la riflessione si impone soprattutto in prospettiva, perché il contratto del capitano scade nel 2026. Già nell’ultimo mercato invernale, prima del magnifico gol nel derby, la Roma stava trattando la cessione definitiva al Napoli. Quell’episodio, quasi un incidente felice dentro a un’annata anonima, bloccò ogni discorso tra i club. A giugno però Pellegrini chiederà chiarezza, a Ranieri e al nuovo allenatore: nella sua testa c’è la Roma, che non vorrebbe mai lasciare, ma non imporrà la sua presenza in un progetto tecnico che non lo valorizzi.