Roma, vitamina Gasperini: Dovbyk punta a essere il nuovo Retegui
Con i centravanti, con loro soprattutto, Gasperini inventa formule rigeneranti. Mateo Retegui ha appena vinto la classifica dei cannonieri della Serie A con 25 gol. Ma l’anno prima nel Genoa ne aveva segnati solo 7. Gianluca Scamacca nell’Atalanta ha pure stabilito il record personale di reti in una stessa stagione: 19. E che dire di Duvan Zapata, 23 gol nel campionato 2018/19? Né prima, né dopo il suo score ha raggiunto certi livelli. E ancora: Luis Muriel credeva di sognare quando quattro anni fa contò 22 palloni nelle porte avversarie. Non può essere una coincidenza. Ecco perché Artem Dovbyk spera a buon diritto di allungare la scia dei miracoli realizzativi.
I numeri di Dovbyk
In realtà il suo primo anno italiano nei numeri non è stato così deludente: 12 gol in Serie A in 12 partite diverse, molte delle quali sbloccate proprio grazie a un suo guizzo, più 5 centri nelle coppe. Eppure non ha mai fatto innamorare i tifosi della Roma per la scarsa partecipazione al gioco, specialmente nelle partite decisive, e per un atteggiamento troppo timido per le abitudini italiane. In molte circostanze Dovbyk è stato letteralmente inghiottito nelle aree di rigore, senza essere mai notato, come se fosse un corpo estraneo alla squadra.
L'attitudine
A sua discolpa concorrono tuttavia almeno due fattori: il primo è quello fisico, con un ginocchio che spesso ha fatto i capricci sin dal mese di settembre (trasferta allo Juventus Stadium); il secondo è la stitichezza offensiva generale della squadra. Un conto è diventare bomber nell’Atalanta che produce oltre 100 reti in una stagione, un conto è riuscirci nella Roma che nel girone di ritorno ha raggiunto una grande stabilità difensiva ma ha quasi sempre vinto le partite per 1-0.
La curiosità
Gasperini è curioso di conoscerlo e di scoprirne pregi e difetti in allenamento. Da Ranieri, che lo aveva contattato per primo durante l’inverno, è stato informato del quadro generale: a causa dei paletti del fair play finanziario non sarà possibile spendere molto denaro nelle prossime due sessioni di mercato, quindi gennaio 2026 compreso. Ne consegue che il nuovo allenatore, al netto di cessioni inattese, dovrà preoccuparsi principalmente di valorizzare i calciatori già presenti in organico. Dovbyk certamente non risponde alle caratteristiche del suo centravanti ideale, perché non è abile spalle alla porta: non gli si può chiedere di far salire la squadra con un lancio lungo. In più non è un guerriero, ecco. Eppure ha altre qualità che a Gasperini piacciono: la capacità di infilarsi negli spazi in profondità, la potenza della progressione e del tiro.
Il rilancio di Dovbyk
Dovbyk potrebbe dunque migliorare, anche dopo i 28 anni che compirà domani, grazie agli insegnamenti del nuovo allenatore. Durante il suo primo campionato italiano ha osservato che un fuoriclasse come Edin Dzeko da esordiente della Roma aveva segnato meno di lui. Segno di un attaccante che crede in se stesso. «So che posso e devo fare di più ma non è facile ambientarsi in un Paese e un campionato nuovo» ha raccontato. Il secondo, sempre che non arrivi una squadra disposta ad acquistarlo dai 35 milioni in su, può essere l’anno di una sorprendente consacrazione. Dipenderà da lui però, oltre che da Gasperini.
