Roma, tutti pazzi per Wesley: l'esordio fa sognare i tifosi e Gasperini

Secondo tempo contro il Cannes sulla fascia di competenza, presentando una condizione già buona. Ora deve solo trovare l'intesa con i nuovi compagni
Ugo Trani

La pazienza, quella che Gasperini non ha avuto - a sentire le sue dichiarazioni in pubblico - per il mercato «in ritardo» della Roma, non è mancata al pubblico del Tre Fontane, a quella porzione minima della tifoseria giallorossa che ha trovato posto in tribuna per vedere la quarta amichevole estiva contro il Cannes, club francese della famiglia Friedkin. La gente ha aspettato il secondo tempo per godersi il giocatore più pagato in questa sessione estiva dedicata agli affari: eccolo finalmente Wesley Vinícius França Lima. Semplicemente Wesley come lo chiamano in Brasile e adesso qui. In campo con la maglia giallorossa numero 43 e quella spruzzata di biondo sulla testa. Il look scelto per i suoi capelli passa presto in secondo piano. In campo c’è il terzino destro che da queste parti attendono non si sa più da quanti anni. 

Roma, Wesley sulla scia di due grandi campioni 

Allora bemvindo Wesley, brasiliano come i migliori laterali della Roma nel nuovo secolo, i più forti esterni bassi che hanno giocato in giallorosso negli anni Duemila. Sul gradino più alto del podio è irraggiungibile Cafu, scudetto con la Roma nel 2001 e mondiale con il Brasile nel 2002 a Yokohama, da capitano, ultimo titolo vinto dalla Seleçao. Subito dietro Maicon, carriera più breve a Trigoria dove però è arrivato dopo aver festeggiato il triplate con Mourinho all’Inter. A Wesley chiedono di mettersi in scia dei due grandi campioni che lo hanno preceduto nella Capitale, cancellando invece il flop dell’altro connazionale, quel Bruno Peres strappato al Torino quando sarebbe stato meglio lasciarlo in granata. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

Wesley, l'esordio esalta i tifosi e Gasperini

Qualche coro mirato lo ha accompagnato in campo. Si è sistemato sulla fascia - ovviamente la destra - delle panchine, quindi sotto lo sguardo interessato di Gasperini che lo avrebbe voluto già a Bergamo l’anno scorso. Lo ha avuto ora e lo ha messo subito in campo. A destra per provare a scambiarsi il pallone con Soulé. Il dialogo su quel lato comincia dal Tre Fontane. In panchina c’è Dybala che in quella zona del campo farà il titolare. Così studia Wesley al quale ha dato la sua amicizia e protezione già prima dello sbarco a Fiumicino. In tribuna a vederlo pure Friedkin junior, Ryan che nella circostanza rappresenta la famiglia in questo incrocio tra due società del gruppo. Anche lui vuole scoprire Wesley, dopo l’investimento principale - fin qui - della nuova stagione: 25 milioni (più 5 di bonus). Accanto c’è Massara che ha chiuso la trattativa la scorsa settimana. 

Wesley come vuole Gasp: spinge e attacca

Wesley accelera, il vento alle sue spalle è il tifo. Vola sulla fascia, cercando il fondo. Non è preciso al cross, ma ha il piede garbato e non dovrebbe far cilecca con il suo destro. E’ dinamico come vuole Gasp, chiama palla, sa restituirla. Spinge, attacca. Se sente la pressione del suo avversario non si spaventa: d’esterno appoggia, elegante e preciso, verso Vasquez. L’applauso più convinto scatta quando recupera il pallone a centrocampo. In condizione, avendo giocato spesso nelle ultime settimane, più avanti dei compagni. Rallenta solo quando gli altri, imballati e stanchi, abbassano il ritmo.  

Entusiasmo Wesley: ora deve trovare l'intesa con i compagni

E’ insomma il calciatore che l’allenatore e il pubblico hanno messo sotto la lente d’ingrandimento. Non va scoperto, però. Bisogna solo capire se e quando decollerà. In tandem - nei quattro di centrocampo - con l’altro laterale Angeliño, è salito sul palcoscenico insieme agli altri nuovi davanti alla tifoseria che li ha potuti conoscere per la prima volta dal vivo. Dunque con Vasquez, El Aynaoui e Ferguson. Ma l’entusiasmo lo ha acceso lui, il giovane Wesley, pronto a festeggiare i 22 anni il 6 settembre nella Capitale. Da romanista. 


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La pazienza, quella che Gasperini non ha avuto - a sentire le sue dichiarazioni in pubblico - per il mercato «in ritardo» della Roma, non è mancata al pubblico del Tre Fontane, a quella porzione minima della tifoseria giallorossa che ha trovato posto in tribuna per vedere la quarta amichevole estiva contro il Cannes, club francese della famiglia Friedkin. La gente ha aspettato il secondo tempo per godersi il giocatore più pagato in questa sessione estiva dedicata agli affari: eccolo finalmente Wesley Vinícius França Lima. Semplicemente Wesley come lo chiamano in Brasile e adesso qui. In campo con la maglia giallorossa numero 43 e quella spruzzata di biondo sulla testa. Il look scelto per i suoi capelli passa presto in secondo piano. In campo c’è il terzino destro che da queste parti attendono non si sa più da quanti anni. 

Roma, Wesley sulla scia di due grandi campioni 

Allora bemvindo Wesley, brasiliano come i migliori laterali della Roma nel nuovo secolo, i più forti esterni bassi che hanno giocato in giallorosso negli anni Duemila. Sul gradino più alto del podio è irraggiungibile Cafu, scudetto con la Roma nel 2001 e mondiale con il Brasile nel 2002 a Yokohama, da capitano, ultimo titolo vinto dalla Seleçao. Subito dietro Maicon, carriera più breve a Trigoria dove però è arrivato dopo aver festeggiato il triplate con Mourinho all’Inter. A Wesley chiedono di mettersi in scia dei due grandi campioni che lo hanno preceduto nella Capitale, cancellando invece il flop dell’altro connazionale, quel Bruno Peres strappato al Torino quando sarebbe stato meglio lasciarlo in granata. 


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