Roma, tutti i segreti del ritiro nella Coverciano dei Tre Leoni

Ritorno al St. George’s Park dopo l’esperienza con De Rossi: meno infortuni grazie al clima fresco e ai campi eccellenti del centro sportivo dell'Inghilterra
Giorgio Marota (inviato a Lens)
Giorgio Marota (inviato a Lens)

4 min

Pubblicato il 03.08.2025, 11:02

RomaRoma Tutte le notizie sulla squadra

Una settimana può davvero allungare la vita? La Roma, dopo aver sperimentato i benefici della cura inglese, ha cominciato a crederci. Così da stamattina, nel bunker del St George National Park, andrà di nuovo alla ricerca dell’elisir. L’alchimista Gasp avrà certamente chiesto informazioni al giovane collega De Rossi, del quale nutre una profonda stima, che tramite il preparatore Brignardello ebbe dodici mesi fa l’intuizione di portare i giallorossi nella Coverciano dei Tre Leoni per la fase due del ritiro. Anche in quel caso, la Roma oltrepassò la Manica dopo un lavoro abbastanza intenso nella fornace di Trigoria, con temperature mai inferiori ai 34-35 gradi.

Roma, la cura inglese: i benefici del ritiro a Burton Upon Trent

A Burton Upon Trent, nelle campagne dello Staffordshire, a circa 18 km da Derby, parola che richiama il peso della partita più sentita entro i confini del GRA, Mancini e compagni potranno ossigenare i muscoli appesantiti dal lavoro degli ultimi giorni. Ieri contro il Lens più di una gamba è sembrata imballata: sono gli effetti (naturali) delle sgroppate del Fulvio Bernardini. D’ora in avanti, la preparazione verrà perfezionata con più tattica che atletismo. A Burton, dove le temperature sono quasi autunnali (tra i 17 e i 20 gradi al massimo) e i campi di allenamento sono considerati delle eccellenze, verrà tutto più semplice. I manti erbosi lì sono di ultima generazione e non può essere un caso che gli staff tecnici di De Rossi prima e di Ranieri poi, nella passata stagione, abbiano visto ridursi di oltre il 70% i problemi muscolari rispetto all’annata precedente.