Roma, il nodo dei ricavi è all'ultimo stadio: la situazione

L’Olimpico pieno vale un tesoretto che può aiutare contro l’esigenza delle plusvalenze. Ma serve di più
Giorgio Marota

Pubblicato il 13.09.2025, 08:59

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Roma, le variabili

I ricavi giallorossi, complessivamente di 301 milioni, non reggono il passo di quelli di Inter (473), Milan (457) e Juve (394 nella stagione senza coppe), per citare tre esempi di competitor per la Champions. Incrementarli resta l’unica ancora di salvezza che ha la Roma per sfuggire alla morsa delle plusvalenze, o quanto meno per attutirne gli effetti in termini di cessioni dolorose. Nel 2022, gli eccessi degli anni precedenti costrinsero il club a sottoscrivere con l’Uefa un Settlement Agreement nel quale c’è l’impegno scritto a contenere la perdita aggregata (nel 2023/24, 2024/25 e 2025/26) sotto i 60 milioni. L’asticella è impegnativa considerato che nella prima stagione del triennio la perdita consolidata si attestava a 81,3. Difficile prevedere già oggi quale cifra dovrà essere incassata dalle cessioni nel prossimo mercato estivo. Le variabili sono oggettivamente troppe: dalle operazioni di mercato alla gestione degli ammortamenti, fino al monte ingaggi e ai risultati. Andare o non andare in Champions farà ad esempio la differenza, così come il cammino in Europa League influirà non poco. Dallo stadio, invece, la Roma si aspetta le solite risorse. E visto questo inizio di stagione all’insegna della passione popolare, c’è da aspettarsi che si possa andare anche oltre le aspettative: dopo i sold out con Bologna e Torino, non manca molto per completare un altro tutto esaurito pure con il Verona. Ventimila romanisti saranno presenti al derby di domenica prossima (in trasferta) e visti i 44 mila abbonati all’Europa League c’è da scommettere che pure per la sfida al Lilla del 2 ottobre, a breve, non ci sarà più neanche un posto disponibile.