Roma, Dovbyk è sparito: l’attaccante adesso è un caso. Svelati i motivi della crisi

L’ucraino è rimasto 90 minuti in panchina contro il Torino: Gasperini vuole di più
Jacopo Aliprandi

Pubblicato il 16.09.2025, 08:19 (Aggiornato il 16.09.2025, 13:26)

RomaRoma Tutte le notizie sulla squadra

ROMA - La crisi di Artem Dovbyk era già un fatto assodato, i novanta minuti in panchina contro il Torino hanno invece aperto un vero e proprio caso su di lui. Non lascia certo spazio a interpretazioni la decisione di Gasp di lasciare fuori il numero 9 anche nei minuti finali dell’arrembaggio romanista, quando poteva servire la gamba e il guizzo di un centravanti per agguantare il pareggio contro i granata. Il tecnico ha invece buttato nella mischia Pisilli e Baldanzi, al loro esordio stagionale, El Shaarawy, non brillante nelle precedenti due partite di campionato, naturalmente Ferguson che ha scavalcato l’ex Girona nelle gerarchie, e Celik, che di mestiere non fa certo il bomber. Insomma, cinque cambi decisi dal tecnico, e alla fine in panchina sono rimasti soltanto i due difensori centrali Ghilardi e Ziolkowski, i due terzini Rensch e Tsimikas (un solo allenamento con Gasp), più Pellegrini e Dovbyk. 

I segnali di Dovbyk

Un problema di condizione dopo il rientro dagli impegni (flop) con la nazionale? Non spiega naturalmente il suo mancato utilizzo nei concitati minuti di gara dove sono saltati schemi e nervi per la ricerca del pari. È piuttosto un problema di approccio e di inserimento nei nuovi metodi di lavoro del tecnico che ha lanciato diversi messaggi al giocatore: «Io mi aspetto tantissimo da tutti, da tutti i giocatori che sono rimasti qua - ha dichiarato alla vigilia della gara col Torino -. È importante la Roma, la stagione che bisogna fare. Non posso parlare di questioni individuali, personali, ognuno deve fare il meglio possibile. Ho parlato con Dovbyk, come con tutti gli altri. Gli ho chiesto quali sono le sue caratteristiche migliori, lui mi ha detto il gioco dentro l’area, la forza, la profondità. Benissimo, partiamo da queste tre. Devo vederle tutte, devo vederle di livello. Sono convinto che farà bene». L’altra indicazione poi è arrivata dopo il ko con i granata: «Non ho mai pensato di utilizzarlo oggi. Adesso avremo una settimana di tempo. Quando entri, voglio vederti concentrato. Voglio vedere un allenamento molto attivo, dinamico e convinto. Poi lo ripresenteremo». Insomma, Gasperini ha chiarito perfettamente la situazione e adesso il centravanti sa cosa lo aspetta. 

L'analisi del problema di Dovbyk

Il duro lavoro, fisico e mentale. Perché la sensazione è che Dovbyk non stia dando il massimo per riuscire a inserirsi nel migliore dei modi in squadra. Il suo atteggiamento è sempre professionale, ma a lasciare dubbi è quel carattere poco combattivo in campo che lo porta a commettere errori grossolani: dal controllo di un pallone, alle sponde per i compagni, fino alla finalizzazione. E se la scorsa stagione Dovbyk non è riuscito a segnare neanche in un big match e in 14 partite non ha concluso neanche una volta verso la porta, il problema caratteriale si rafforza. Gasp spera che i messaggi (o frecciate) inviati possano stimolarlo per vedere un cambio di atteggiamento già in questa settimana. In ogni caso, il derby da titolare per lui è lontanissimo, ma subentrare e incidere potrebbe regalargli una seconda opportunità in giallorosso. Tutto è nelle sue mani. 

Guarda la gallery