Roma, Ferguson e Soulé le certezze di Gasperini in vista del derby
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ROMA - Quando Gasperini decise di accettare le lusinghe della Roma rifiutando il richiamo della Juventus, di certo non si aspettava di dover disputare il suo primo derby della Capitale con un attacco ridotto al minimo e con già una crisi da gol alla quarta giornata di campionato. Del resto Claudio Ranieri in tempi non sospetti, quando Gasp era solo un’idea e lui era ancora il tecnico della Roma, aveva ammesso i problemi di un attacco poco prolifico e la necessità di garantire maggiori soluzioni (e gol) al suo successore. Ebbene, sono arrivati il ventenne Ferguson, che di certo dopo un crociato rotto e un anno non idilliaco al West Ham non può essere il salvatore della Roma, e Bailey, esubero di quell’Aston Villa che poi ha preso Sancho, il primo obiettivo del mercato estivo giallorosso. Morale, un gol in tre partite dal reparto offensivo, due infortunati (il giamaicano e Dybala), un centravanti - Dovbyk - pagato 40 milioni e fuori (al momento) dai piani tecnici dell’allenatore, e due trequartisti - Baldanzi ed El Shaarawy - che Massara avrebbe voluto sistemare altrove. Resta soltanto Soulé, l’unico giovane dalle grandi speranze e su cui l’ambiente si aggrappa in vista dei prossimi impegni. Lui, che ha trovato l’eurogol del pari nell’ultimo derby disputato ad aprile, lui che è stato l’unico tra gli attaccanti in grado di mettere la firma nelle prime tre gare giocate.
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