N'Dicka pilastro della Roma di Gasperini: scatta l'allarme in vista della Coppa d'Africa

Il difensore ivoriano è diventato essenziale nella formazione giallorossa e le big d'Europa lo tengono d'occhio
Jacopo Aliprandi

Pubblicato il 26.09.2025, 08:58

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ROMA - Secondo un proverbio ivoriano, "chi ha visto il leone ruggire non fugge allo stesso modo di chi lo ha soltanto sentito". Allo stesso modo, chi ha affrontato Evan N’Dicka almeno una volta non lo teme allo stesso modo di chi lo ha soltanto sentito nominare. Prima o poi cascano tutti nel tranello della sottovalutazione di uno dei migliori difensori centrali in circolazione, capace negli ultimi anni di vincere un’Europa League con l’Eintracht e una coppa d’Africa con la sua Costa d’Avorio, venendo tra l’altro nominato miglior difensore dei due tornei, più della Bundesliga 2022. E con la Roma? Impeccabile praticamente in ogni partita, e non è un caso che mercoledì contro il Nizza abbia raggiunto già le novanta presenze con la maglia giallorossa in appena due stagioni. Così, se qualcuno auspicava un suo sacrificio a giugno per ottemperare ai parametri del fair play finanziario, la Roma si è guardata bene dal dare seguito agli interessamenti arrivati da diversi club europei, ben consapevole delle qualità del giocatore e delle difficoltà nel riuscire a rimpiazzarlo a una cifra ragionevole.  

Gol importante contro il Nizza

Il gol realizzato all’Allianz Riviera è stato soltanto la ciliegina sulla torta (una bella grossa) di un avvio esaltante di stagione, sulla stessa riga delle prestazioni importanti di quella passata. Nella quale, udite, udite, ha saltato soltanto una partita delle 52 stagionali della Roma tra campionato e coppe. E le 51 disputate sono state tutte da titolare e da novanta minuti. L’en plein non è riuscito solamente per un attacco febbrile che lo ha messo ko in una gara dei gironi di Europa League. Di certo l’ultima partita, fatta di recuperi, anticipi, tackle, un giallo inventato dall’arbitro, e il gol, hanno messo nuovamente in vetrina quel ventiseienne di 192 centrimetri che ha fatto la fortuna prima di Ranieri e adesso di Gasperini, e che troppo spesso è stato sottovalutato. Il motivo? Forse la sua eccessiva (?) riservatezza. Non ama le luci dei riflettori, i social, o le apparizioni in pubblico. Viene da una famiglia che gli ha insegnato fin da bambino la discrezione. Il padre lavorava nella sicurezza, la madre come addetta alle pulizie: entrambi hanno dato tutto loro stessi per i cinque figli (quattro maschi, una femmina, tutti più grandi di Evan), e sono stati ripagati non soltanto dalla popolarità e dal successo, ma soprattutto dalla loro educazione e umiltà quotidiana.  

Allarme Coppa d'Africa

La Roma si gode il suo pilastro difensivo, ma al tempo stesso trema al pensiero di doverlo perdere nel momento più delicato della stagione. La Coppa d’Africa si avvicina, potenzialmente N’Dicka potrebbe restare lontano dall’Italia un mese e mezzo, come accaduto due anni fa quando vinse il torneo, saltando tra le sei e le undici partite di campionato, Coppa Italia ed Europa League. Insomma, la Roma deve fare i conti di perderlo più o meno dall’11 dicembre (la coppa comincia il 21, ma c’è una fase di raduno di preparazione) fino al 28 gennaio, in caso di vittoria. A Hermoso, Ghilardi, Ziolkowski e Celik il compito di sostituirlo affiancando l’altro pilastro, Mancini. Non lo ammetterà mai, ma Gasp sicuramente ci starà già pensando e si starà già preoccupando. Perché per esperienza e qualità, N’Dicka è un muro della sua Roma, uno degli insostituibili del suo scacchiere. E ora il “Re d’Africa”, come era stato soprannominato dai connazionali, non solo è il grande rimpianto della nazionale francese che non ha creduto in lui, ma anche uno dei difensori più monitorati dalle big d’Europa. E in questo caso chi vede il leone ruggire non fugge, anzi, vuole provare a catturarlo.