
Gasperini e la frase a Dovbyk che racchiude tutta la vittoria della Roma con il Verona
Prima o poi diventerà veramente "gasperiniana", intanto però la Roma, pur senza quei gol e quelle azioni che sono il marchio di fabbrica del suo allenatore, continua a vincere. A soffrire, senza dubbio, perché se non fosse per Svilar forse i punti sarebbero di meno, ma anche ad essere maledettamente concreta. E allora, visto che i sogni muovono il mondo ma la realtà è fatta di azioni e non di pensieri, eccoli i numeri della Roma di Gasp: cinque partite di campionato, quattro vittorie. Cinque reti segnate e appena una subita. Più l'esordio vittorioso in Europa League. All'Olimpico il Verona, soprattutto nel secondo tempo, ce la mette davvero tutta perché Zanetti è bravo, i giocatori corrono e lo seguono. Ma se Svilar blinda la porta, Koné e Pellegrini recuperano palloni in mezzo al campo, Cristante è la solita cerniera e gli attaccanti capitalizzano le uniche occasioni avute, c'è poco da fare. Finisce 2-0 con il gol nel primo tempo sotto la Sud di Dovbyk e quello sotto la Nord nella ripresa di Soulé. La Roma, in cinque giornate, porta a casa 12 punti, supera la Juve e vola in testa in attesa di Milan-Napoli di questa sera. Difficile immaginare un inizio di stagione migliore, praticamente perfetto se si esclude il passo falso in casa con il Torino.
Due tiri, due gol: la concretezza della Roma
In attesa di un'altra settimana di fuoco (Lilla all'Olimpico giovedì e trasferta a Firenze domenica), Gasperini scalda i 62mila dell'Olimpico. Silenzio per il primo quarto d'ora per solidarietà ai tifosi arrestati a Nizza, poi un tifo assordante che è stato trascinato dalla squadra nel primo tempo e ha trascinato a sua volta nella ripresa, quando il Verona premeva per il pari. Ad aprire i giochi, dopo neppure 10', un colpo di testa di Dovbyk ben servito da Celik: l'ucraino ha spinto tanto e pure se in fase di appoggio ha perso qualche pallone si è battuto come un leone. La gente glielo ha riconosciuto, tanto che quando al suo posto è entrato Ferguson gli ha tributato un'ovazione sentita e sincera. A chiuderli al 78' ci ha pensato Soulé, ben servito da Koné bravo a rubare un pallone sulla trequarti e ad assistere l'argentino in mezzo all'area. In mezzo poca Roma, schierata da Gasp con Pellegrini ancora titolare, la difesa composta da Celik, Mancini e N'Dicka e Angelino e Wesley sulle fasce: la fatica di coppa si fa sentire, il Verona non è una squadra improvvisata e Svilar deve fare gli stroardinari su Orban che colpisce una traversa e poi addirittura la faccia del portiere romanista. In giornata di grazia nonostante il colpo subìto. Poco male, però: Gasperini non pensa di sostituirlo, lui non prende neppure in considerazione l'idea di uscire.
Gasperini e la frase a Dovbyk
Giusto così come è giusta la frase che Gasperini regala a Dovbyk quando lascia il campo: "Bravo". Lo dice lui, lo pensano finalmente tutti i romanisti. Brivido nel finale: al 95' Orban buca Svilar ma Feliciani e il Var annullano per tocco di mano. Non è proprio giornata.
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