Gasperini blinda la Roma: cosa chiede alla squadra il tecnico

Il primato in classifica in questo avvio di stagione dipende soprattutto dall’ottima fase difensiva. Solo 13 reti subite nel 2025: nessuno ha fatto meglio nei top 5 campionati europei
Jacopo Aliprandi

ROMA - «L’invincibilità sta nella difesa. La vulnerabilità sta nell’attacco. Se ti difendi sei più forte, se attacchi solamente sei più debole». Questo celebre insegnamento di Sun Tzu, generale e filosofo cinese del V secolo a.C., tratto dal suo capolavoro “L’arte della guerra”, racchiude l’essenza del suo pensiero: la forza non risiede solo nella conquista, ma nella capacità di mantenere equilibrio, controllo e lucidità. Insegnamenti come questo dimostrano come la sua opera vada oltre il semplice ambito militare, offrendo riflessioni universali su strategia, leadership e adattabilità, valide anche nella vita quotidiana e naturalmente nello sport. Questo insegnamento trova un riscontro nella Roma che nel 2025 ha costruito la miglior difesa non solo della Serie A ma tra i top 5 campionati europei: solo 13 gol subiti in tutto l’anno solare, un dato che parla da sé. Proprio come Sun Tzu suggeriva, la forza della Roma non sta nel disperato attaccare, anche perché in questo momento ancora non è pronta a farlo, ma nel saper proteggere, nel mantenere ordine e compattezza. È difendendosi che la squadra dimostra in questo momento la sua invincibilità, riuscendo a custodire la vetta della classifica a pari punti con il Napoli dell’altro maestro, Conte, che invece ha subito il triplo della Roma ma ha segnato quasi il doppio.

L'atteggiamento della Roma

Finché il reparto offensivo non avrà assorbito appieno la filosofia di Gasperini e non avrà ritrovato il giusto smalto davanti alla porta, l’idea della Roma è quella di prima non prenderle e poi, in caso, di darle. Quindi la difesa nel quadrato, braccia su a proteggere il corpo e la testa, aspettando poi il giusto momento per far partire un gancio o un jab per sorprendere l’avversario. Non a caso la squadra soltanto una volta in campionato ha incassato il colpo senza riuscire a restituirlo, e soltanto una volta nelle sei partite che ha vinto è andata sotto nel risultato, poi ribaltato. Questo perché ha un atteggiamento difensivo di primo ordine, e perché tende a compattarsi nel corso dei 90 minuti per evitare di subire reti. Un atteggiamento che può compromettere il sistema offensivo? No, perché come abbiamo visto a Firenze, la Roma può essere letale anche se sulla difensiva.


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I numeri della difesa giallorossa

Mancini, N’Dicka, Celik sono i pilastri della difesa romanista. Svilar il muro portante. Koné e Cristante, insieme naturalmente agli esterni, non svolgono un ruolo meno importante nella fase di contenimento. Insomma, tutta la Roma si difende e si protegge grazie a un’ottima sinergia che prima con Ranieri e poi con Gasperini l’ha resa la squadra meno battuta in Europa in tutto il 2025. Solo 13 reti subite dallo scorso gennaio, 15 clean sheet e un expected goals against di 5,32. Numeri da record nei top cinque campionati europei, che rappresentano anche la base del successo della Roma in questo anno solare.

I numeri dell'attacco giallorosso

Come detto, i primi miglioramenti nella fase offensiva si sono visti proprio nell’ultima gara prima della sosta. 
Perché la difesa è importante, ma il gioco per Gasp parte tutto da lì davanti: «Nel calcio il tutto è valorizzato dal gioco d’attacco - ha detto nell’intervista rilasciata a questo giornale tre giorni fa -. Quando davanti produci della pericolosità e la palla viaggia, tutto il resto migliora. Altrimenti rimane in parte sospeso ed è quello che è successo a noi. Abbiamo fatto anche ottime prestazioni. Alcuni hanno giocato una serie di partite strepitose, i difensori, il portiere, Soulé stesso, Koné. Altrimenti come faremmo ad avere questi punti». Il riconoscimento del lavoro difensivo, ma anche l’incentivo a produrre di più in avanti. La Roma è al decimo posto nella classifica degli expected goals (6,95): segna esattamente quanto crea, ma non è abbastanza. La difesa è blindata: ora tocca all’attacco alzare il ritmo per mantenere il trend positivo e meritarsi, a fine stagione, un posto in Champions.


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ROMA - «L’invincibilità sta nella difesa. La vulnerabilità sta nell’attacco. Se ti difendi sei più forte, se attacchi solamente sei più debole». Questo celebre insegnamento di Sun Tzu, generale e filosofo cinese del V secolo a.C., tratto dal suo capolavoro “L’arte della guerra”, racchiude l’essenza del suo pensiero: la forza non risiede solo nella conquista, ma nella capacità di mantenere equilibrio, controllo e lucidità. Insegnamenti come questo dimostrano come la sua opera vada oltre il semplice ambito militare, offrendo riflessioni universali su strategia, leadership e adattabilità, valide anche nella vita quotidiana e naturalmente nello sport. Questo insegnamento trova un riscontro nella Roma che nel 2025 ha costruito la miglior difesa non solo della Serie A ma tra i top 5 campionati europei: solo 13 gol subiti in tutto l’anno solare, un dato che parla da sé. Proprio come Sun Tzu suggeriva, la forza della Roma non sta nel disperato attaccare, anche perché in questo momento ancora non è pronta a farlo, ma nel saper proteggere, nel mantenere ordine e compattezza. È difendendosi che la squadra dimostra in questo momento la sua invincibilità, riuscendo a custodire la vetta della classifica a pari punti con il Napoli dell’altro maestro, Conte, che invece ha subito il triplo della Roma ma ha segnato quasi il doppio.

L'atteggiamento della Roma

Finché il reparto offensivo non avrà assorbito appieno la filosofia di Gasperini e non avrà ritrovato il giusto smalto davanti alla porta, l’idea della Roma è quella di prima non prenderle e poi, in caso, di darle. Quindi la difesa nel quadrato, braccia su a proteggere il corpo e la testa, aspettando poi il giusto momento per far partire un gancio o un jab per sorprendere l’avversario. Non a caso la squadra soltanto una volta in campionato ha incassato il colpo senza riuscire a restituirlo, e soltanto una volta nelle sei partite che ha vinto è andata sotto nel risultato, poi ribaltato. Questo perché ha un atteggiamento difensivo di primo ordine, e perché tende a compattarsi nel corso dei 90 minuti per evitare di subire reti. Un atteggiamento che può compromettere il sistema offensivo? No, perché come abbiamo visto a Firenze, la Roma può essere letale anche se sulla difensiva.


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