Gasperini spreme la Roma: nuova preparazione per chi è rimasto a Trigoria

L'allenatore ha lavorato molto con i giocatori che non sono partiti con le nazionali: tutti i dettagli
Giorgio Marota
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ROMA -  Maledetto il giorno in cui non m’hanno convocato. Un pensiero del genere, in queste ore di calma apparente che dividono la Roma dal prossimo impegno di campionato contro l’Inter, frulla nella testa dei calciatori giallorossi. A Trigoria si narrano scene apocalittiche di zemaniana memoria: gente con la lingua di fuori, sudore che sgorga dalle fronti come se fosse luglio, poca voglia di parlare e scherzare a causa del fiatone e l’acido lattico praticamente aggrappato a ogni muscolo. Eppure chi ogni giorno entra al Fulvio Bernardini esce sempre con la consapevolezza che i frutti di questa fatica saranno dolcissimi.  

Lavoro intenso a Trigoria

"Non abbiamo mai lavorato così tanto", sussurravano i calciatori in estate. Un concetto che in questi giorni trova conferme: tra corse, ritmi alti, esercizi senza palla, scatti e ripetute, Gasperini sta spremendo i suoi uomini, sottoponendoli a un richiamo di preparazione. Sono trascorsi appena due mesi di calcio e 8 partite tra Serie A ed Europa League. Ma se la prospettiva è quella di arrivare in fondo a tutte le competizioni, un rifornimento per allungare l’autonomia atletica sembra una scelta saggia. Proprio per questa ragione, Angeliño non si è allenato neppure ieri. A differenza di Wesley, che ha smaltito la contusione alla tibia e ha partecipato senza contrattempi all’intera seduta. Lo spagnolo, invece, è ormai fuori da un bel po’. Una brutta influenza lo ha debilitato al punto da fargli guardare dalla panchina le due partite più recenti contro Lilla e Fiorentina. Durante la sosta è guarito dal punto di vista medico, eppure il fisico non può ancora rispondere alle sollecitazioni atletiche delle sedute che Gasperini sta conducendo. Così Angeliño si è limitato a eseguire degli esercizi nella palestra di Trigoria, restando distante dal campo dove i compagni sgobbavano. Il tecnico prepara e propone allenamenti massacranti, ripetendo però come un mantra la parola d’ordine "prudenza". A nessuno, infatti, sta chiedendo di accelerare i tempi di recupero o di forzare il rientro. Non lo ha fatto con Dybala, che ormai lavora a pieno regime dalla settimana di Fiorentina-Roma, dopo giorni di doppie sedute, e non ha avanzato richieste simili neppure all’altro infortunato Bailey.  

Bailey verso il rientro, ma con cautela

Il giamaicano era atteso in gruppo ieri, però ha continuato a svolgere il proprio programma personalizzato. Il primo allenamento con i compagni, dopo la lesione accusata il 20 agosto, è ormai questione di giorni, forse di ore, al punto che resta un cauto ottimismo circa l’inserimento di Leon nella lista dei convocati per la sfida di sabato sera. Il giamaicano dovrà sottoporsi all’ultimo controllo dei medici, un test che era previsto a inizio settimana; all’insegna della famosa prudenza, lo staff tecnico ha preferito però prolungare il percorso di riabilitazione sotto lo sguardo attento dei preparatori. Bailey doveva restar fuori 30-40 giorni, la degenza si allungherà invece a due mesi, ma in questo modo Gasp e i suoi collaboratori contano di aver azzerato o quasi il rischio di ricadute. Tra oggi e domani si allenerà regolarmente e a quel punto, essendo passato già da un lavoro atletico specifico, almeno da un punto di vista fisico Bailey sarà in pari con i compagni. Tutto il resto dipenderà dalla sua capacità di inserirsi nei meccanismi di squadra nel più breve tempo possibile. 


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