Roma-Inter, l’idea di Gasperini per Dybala: ecco come può impiegarlo
ROMA - Quando un calciatore è talmente titolare da non rientrare nemmeno più nelle logiche dialettiche della pretattica, significa che ha compiuto lo step ultimo e definitivo: quello dell’inamovibilità. Manu Koné «gioca», come ha detto con fermezza Gasperini, ieri. «Lui e Cristante», ha poi aggiunto. Al cuore del gioco non si comanda. Nel mezzo, dove si indirizzano le partite, la Roma ha il suo tandem fisso, con il francese un gradino sopra all’azzurro in termini di certezze. La coppia può essere “scoppiata” solamente in casi estremi, come avvenuto contro il Lilla essendo quella l’unica gara del lungo ciclo settembre-ottobre nella quale Koné poteva rifiatare. La Roma ha pagato il prezzo di quel turnover obbligato.
La sfida di Gasperini
Stasera Manu affronterà la squadra che poteva essere sua. All’Inter, inutile negarlo, ha strizzato l’occhio in estate sperando che la trattativa decollasse. Ma alla Roma non è rimasto malvolentieri, anzi. L’anno scorso è stata l’unica società a credere davvero in lui e alla riconoscenza il ragazzo di Colombes ha sempre dato un peso. Quella porta, però, è rimasta socchiusa, e l’esigenza di concretizzare a giugno delle plusvalenze, soprattutto se la Roma non dovesse centrare la Champions e se non riuscisse a ottenere la cifra sperata dal nuovo sponsor di maglia, potrebbe di nuovo essere spalancata. Il Psg lo segue, l’Inter non ha mai smesso di apprezzare le sue doti da mediano moderno. Chiunque volesse bussare a Trigoria, però, dovrebbe partire da una proposta da 55 milioni almeno.
La probabile formazione di Gasperini
Dunque, ritornando alle scelte in vista di stasera, Koné sarà titolare con Cristante. Le altre certezze sono in difesa: Celik, Mancini e N’Dicka. A quest’ultimo è bastato un solo allenamento (quello di ieri) per ritrovare il feeling con i compagni dopo le fatiche con la Costa d’Avorio. Sulle fasce dovrebbero agire Wesley a destra e Tsimikas a sinistra. Rensch spera ancora in una chance avendo lavorato con Gasperini durante tutta la sosta a differenza del greco. L’olandese, in qualsiasi caso, potrebbe però essere più utile come cambio, sia su una corsia sia sull’altra. Il vero nodo riguarda la fase offensiva. Nei giorni scorsi, senza Dovbyk né Ferguson, Gasperini ha provato l’attacco leggero: Soulé e Pellegrini alle spalle di Dybala, “falso nove” come contro il Torino (guarda caso la partita successiva all’altra sosta) o come nell’ultima mezz’ora di Fiorentina-Roma. Al Franchi Gasp disse «è solo una situazione di emergenza», la prospettiva di non dare riferimenti alla difesa dei corazzieri dell’Inter però lo stuzzica non poco. Paulo, d’altra parte, sarebbe un’arma molto preziosa anche a partita in corso, magari nella ripresa quando le maglie si allargheranno e il suo talento, accompagnato da una forma fisica finalmente in crescita, potrà fare la differenza. Così Dovbky resta ancora, nonostante gli impegni con la nazionale ucraina, leggermente favorito per iniziare la gara. Pellegrini, a meno di clamorose sorprese, giocherà. Non fosse altro perché Gasperini gli chiederà compiti difensivi simili a quelli avuti nel derby: nell’occasione arginò la fonte del gioco di Sarri, Rovella, e stasera farà altrettanto con Calhanoglu. L’inamovibile del fronte d’attacco? Matias Soulé, 3 gol e 2 assist in 6 presenze.
