Bailey, il primo ruggito con la Roma non è il massimo. L’autocritica e una promessa: “Ecco cosa ho in testa…”© Getty Images

Bailey, il primo ruggito con la Roma non è il massimo. L’autocritica e una promessa: “Ecco cosa ho in testa…”

Ha giocato la sua prima gara da titolare, ma è stato molto autocritico sulla prestazione: "Potevo fare meglio, ora voglio svoltare"
Giorgio Marota
4 min

Se l'autocritica è il primo passo per migliorarsi, aspettatevi grandi cose da Leon Bailey. Il "gladiatore", come l'ha rinominato il padre adottivo e suo agente Craig Butler, un uomo un po' istrionico ma certamente consapevole dei mezzi del suo ragazzo, si è appena sporcato di fango nell'arena e ne è uscito con una consapevolezza da gigante. «La mia prestazione poteva essere migliore, non posso essere soddisfatto», ha raccontato dalla sala stampa del Mapei Stadium. La pasta del quale è fatto è potenzialmente quella di un campione al quale non possono bastare 50 minuti sufficienti. Bailey è a Roma per splendere e per convincere il club a versare all'Aston Villa i 22 milioni per il riscatto del suo cartellino, non certamente per vivacchiare. Messaggio spedito e recapitato.

L'analisi

In qualsiasi caso, il cambio al minuto 5 del secondo tempo (fuori lui, dentro Dovbyk) non è arrivato per questioni fisiche. «Non stavo male. Se Gasperini non mi ha visto al meglio ha fatto bene - ha spiegato - uscire non è stato un problema». «Mi sto adattando - ha aggiunto - sono stato fuori tanto tempo e anche io devo imparare a conoscere il tecnico, il suo stile di gioco, le sue idee». Certamente il giamaicano non si aspettava di cominciare la stagione con due mesi di ritardo, mentre la Roma senza di lui decollava al punto che ora, dopo 8 turni, ha 8 punti in più rispetto alla passata stagione. Da fuori ha potuto comunque osservare con un occhio clinico pregi e difetti della squadra, intuendo quale fosse il modo migliore per mettere a disposizione il proprio potenziale offensivo. Un dato su tutti racconta ciò che Bailey potrà rappresentare per la Roma: nel 2023-24, quindi non un secolo fa, ha vissuto la miglior stagione della carriera con 12 gol e 13 assist tra Premier League e Conference. Giocava da ala e non da attaccante, però vicino alla porta ci sa stare.

L'ambizione e il futuro

Ci vorrebbe quel Bailey per far decollare le ambizioni della Roma. Quando gli abbiamo chiesto se il suo obiettivo è superare quel primato di reti e di assist, lui ha risposto che sì, «l'obiettivo è raggiungere il mio livello più alto e con tante partite da giocare posso riuscirci». Anche se il vero target è di squadra: «So che la Champions qui manca da troppo tempo, quindi la mia priorità è riportare la Roma su quel palcoscenico». Contro il Sassuolo ha giocato in un tandem inedito (e tutto mancino) con Dybala, muovendosi soprattutto nella parte sinistra del campo. Nella sua zona la Roma ha condotto le ripartenze più pericolose del primo tempo, dalla parte di Dybala invece ha fatto centro. L'esperimento ha funzionato e, perché no, potrebbe anche essere riproposto mercoledì contro il Parma. «Ho tolto gli attaccanti prima per averli al meglio», ha detto Gasperini. Un'indicazione da tenere in considerazione soprattutto perché Bailey è guarito dall'infortunio al retto femorale destro con i giusti tempi, senza forzare e concedendosi anche una dose extra di preparazione atletica per evitare ricadute. «Ho dovuto rispettare il mio fisico - ha concluso - le decisioni di Gasp e quelle dello staff medico. Ora voglio svoltare». Prossima uscita all'Olimpico.

 

 

 


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