Gasperini e la soluzione in due mosse per l’attacco fragile: svelata la strategia dell’allenatore

Il reparto offensivo giallorosso ha prodotto soltanto 7 gol in 15 partite stagionali: manca la precisione, il tecnico studia cosa fare
Jacopo Aliprandi
4 min

ROMA - La classifica continua a sorridere, ma dietro le vittorie e la solidità difensiva c’è un campanello d’allarme che a Trigoria non viene sottovalutato: l’attacco segna troppo poco. I numeri parlano chiaro e raccontano una realtà che rischia di pesare sul lungo periodo, soprattutto per una squadra che punta a restare in alto. Il reparto offensivo giallorosso non sta offrendo il contributo che ci si aspettava a inizio stagione. I centravanti della Roma, sommando tutti i gol realizzati finora, si fermano appena a due reti complessive. Un bottino che pone la squadra di Gasperini dietro non solo a Inter, Torino, Sassuolo, Juventus, Milan e perfino al sorprendente Pisa, ma anche vicino a chi fatica in zona retrocessione: peggio hanno fatto soltanto Cremonese, Verona, Lecce e Udinese. Un dato allarmante per una squadra che punta a qualificarsi in Champions. 

I numeri in Europa

Se allarghiamo lo sguardo all’Europa, la situazione non migliora. Tra le squadre che occupano le prime tre posizioni nei cinque maggiori campionati europei, la Roma è la terza con meno gol realizzati dagli attaccanti (7), davanti solo a Marsiglia (4) e Chelsea (1). Un confronto che pesa, considerando che il Manchester City ne ha 15, il Real Madrid e il Lens 14, mentre Inter, Bayern e Barcellona sono già in doppia cifra. 

Gli attaccanti e i (pochi) gol

La fotografia del momento è chiara: l’attacco giallorosso non è portato a segnare, e i numeri lo confermano. Sia quelli di squadra che quelli individuali. La Roma è la quarta squadra che ha tirato di più in campionato: 158 tiri, di cui 57 sono arrivati verso lo specchio della porta. Gol totali della squadra? Appena 12. Passando invece alle performance individuali degli attaccanti: Dybala ha segnato solo due gol negli ultimi nove mesi, troppo poco per un talento del suo calibro. Ferguson non trova la rete da più di un anno. Dovbyk ha messo insieme appena tre gol in sette mesi. El Shaarawy non segna da dieci mesi, Baldanzi da dodici, Bailey ha firmato una sola rete in undici mesi, e Pellegrini è a tre gol in nove mesi. Una siccità che non può essere spiegata solo con la sfortuna. 

Gasperini al lavoro

La Roma ha costruito il suo primo posto sulla compattezza, sulla miglior difesa d’Europa e su un gioco corale che esalta la partecipazione dei centrocampisti e degli esterni. Ma la mancanza di peso offensivo rischia di diventare il tallone d’Achille della stagione. La squadra crea, ma non concretizza. E quando il rendimento difensivo non basterà da solo, servirà l’apporto dei gol. È per questo che a Trigoria si lavora già su due soluzioni parallele: in campo e sul mercato. Gasp sta allenando il gruppo proprio sulla fase realizzativa con specifici esercizi volti a migliorare la freddezza davanti alla porta, la velocità della manovra sulle fasce e maggiore supporto per i centravantu. La dirigenza sta invece studiando la possibilità di inserire un nuovo attaccante, qualcuno capace di garantire immediatezza e presenza in area. Se la Roma vuole restare tra le grandi e trasformare il primo posto in un sogno concreto, dovrà trovare il modo di far parlare anche l’attacco.  


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