Roma, Dovbyk anticipa i tempi e cerca la svolta

L'attaccante ucraino ha smaltito l'infortunio e può rientrare in gruppo dopo il Celtic
Giorgio Marota
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ROMA - La luce dell’Est è sorta di buon mattino in casa Dovbyk. Artem corre. Non ancora verso la convocazione, s’intende, però il dolore è sparito e le sue gambe sono tornate a girare. La fame, dicono a Trigoria, è quella dei giorni migliori: la sterilità del reparto offensivo con le tante rotazioni fin qui adoperate senza grosse svolte da Gasperini, sommate alle tante voci di mercato su una Roma alla disperata ricerca di un centravanti, hanno evidentemente risvegliato l’orgoglio del bomber ferito. Dovbyk non si sente ai margini del progetto giallorosso e lo ha ribadito anche nell’ultimo incontro con il suo agente e con il ds Massara, a inizio novembre. Ovviamente rispetta i piani e i desideri della Roma, che un suo sostituto lo sta cercando da tempo, però vorrebbe restare; o quanto meno, in caso di partenza, lasciare la Capitale soltanto in via definitiva senza entrare nella spirale dei prestiti. Il suo piano A, comunque, è sempre stato tinto di giallorosso, anche nei giorni peggiori. E non c’è dimostrazione di appartenenza più evidente di un tentativo di recupero lampo. 

L'infortunio è quasi alle spalle

L’ucraino si è fatto male alla fine del primo tempo della sfida contro l’Udinese, il 9 novembre. Non è trascorso neppure un mese dal ko e dal successivo responso dei medici: lesione al tendine del retto femorale sinistro. Un contrattempo serio, decisamente peggiore rispetto al problema muscolare al quadricipite che si pensava potesse avere a caldo. La prognosi pure faceva tremare i polsi: circa 6 settimane di stop, un tempo che poteva far scorrere i titoli di coda su un 2025 già di per sé non irresistibile per Artem, fatto di 10 gol in 33 presenze incluse le coppe e 2 centri in questa prima parte di campionato. Le corse di Artem nelle ultime 48 ore al Fulvio Bernardini - corse con i preparatori, in attesa di quelle da condividere con i compagni - hanno però riacceso una speranza: il ritorno in gruppo prima o dopo il Celtic, l’appuntamento europeo di metà settimana prossima (gli scozzesi hanno esonerato O’Neill, al suo posto Nancy), e la possibilità di una convocazione già per la partita contro il Como di lunedì 15 dicembre. Così Juve-Roma del 20 non è più soltanto un miraggio, ma la possibilità concreta di rivedere Dovbyk dal primo minuto al meglio della condizione atletica in una sfida che indirizzerà il destino e le ambizioni giallorosse. Nello scenario iniziale sarebbe dovuto rientrare tra i convocati addirittura nove giorni dopo lo Stadium, nell’appuntamento casalingo del 29 dicembre contro il Genoa di De Rossi, l’allenatore che lo ha portato in Italia. Con Ferguson distante dalla forma tecnica e fisica ideale, Dovbyk ha una chance ghiotta per mettere definitivamente la freccia sul collega, superandolo nelle gerarchie.  


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