La Roma vince ma Gasperini non può aspettare
Tre gol in casa del Celtic per cancellare le due sconfitte di fila in campionato e pure i dubbi affiorati recentemente sul reale valore del gruppo. La Roma riparte da Glasgow, dà un’ulteriore sistematina alla classifica di Europa League e soprattutto sorride per la doppietta di Ferguson, autentico protagonista della trasferta in Scozia. Due reti da centravanti vero che, forse, aprono nuovi scenari per il futuro. Più per il numero 11 di Gian Piero Gasperini che per la Roma, però. Una prestazione chic, la sua; piena di cose tanto belle quanto inattese. Era ora, verrebbe da dire. Dopo una serie infinita di delusioni, ecco la serata magica. Fuoco di paglia, visto il passato? Chissà, ci saranno occasioni per scoprirlo. Tutti gli occhi erano puntati proprio su di lui, ovviamente. Scelto al posto di Dybala, a giudicare dalle indiscrezioni della vigilia. Il motivo della curiosità? Capire se potrà davvero tornare utile alla Roma. Un po’ la solita, vecchia domanda ma sempre d’attualità. A fine partita, risposte meno scontate e tristi rispetto al passato. Piano, comunque. Si attendono conferme. Il primo tempo di Evan? Eccolo. Un paio di buone sponde, un palo e poi la doppietta: prima un tocco di sinistro su assist di Celik per il raddoppio poi un controllo/girata in diagonale di destro di qualità su assistenza di Soulé. Bene no? Al di là delle tre reti (va conteggiato l’autogol del vantaggio) una Roma nel primo tempo molto gasperiniana, sicura di sé e dei suoi movimenti, tornati a essere quelli pre Napoli. Pressing alto, aggressione continua, verticalizzazioni a raffica contro un avversario a corto di conoscenze tattiche. Gioco fluido (ripresa più caotica, contro un Celtic rivoluzionato e una Roma con la pancia piena), rari pericoli lì dietro, comando delle operazioni. Tutto molto bello, avrebbe detto il signor Bruno Pizzul. Con un Ferguson, a sorpresa, in serata di grazia per un’ora abbondante (poi dentro Dybala) sotto la pioggia di Glasgow. Il protagonista che non ti aspetti, l’ennesima intuizione fuori dagli schemi (o dalla logica?) di Gian Piero Gasperini. L’Europa League, adesso, può andare in vacanza con un sorriso per un mese abbondante, se ne riparlerà a gennaio molto inoltrato. La Roma avrà tempo, da lunedì al 22 gennaio del prossimo anno (Roma-Stoccarda), di pensare soltanto al campionato con l’unico intermezzo della Coppa Italia (13 gennaio, Roma-Torino). Si sta avvicinando, in sintesi, il momento della verità: prima il Como all’Olimpico poi la Juventus a Torino, tanto per gradire. Niente male per una squadra che dovrà fare i conti con assenze forzate e, più in là, con l’incognita degli esiti del mercato di riparazione. Già, di riparazione, e mai questo termine fu più azzeccato. La Roma deve riparare ciò che (non) ha fatto in estate, con Gasperini in ansiosa attesa degli uomini che aveva chiesto per la prima volta alla proprietà addirittura nella passata primavera. I ruoli scoperti, al di là di quanto di bello accaduto in casa del Celtic, sono noti a tutti, e il ds Massara, dicono, è al lavoro da tempo per poter accontentare il tecnico. Sarà davvero un mercato di occasioni, come viene fatto “circolare” nell’ambiente? Ok, a patto che le occasioni vengano colte bene e in fretta. Perché un conto è rafforzare la squadra ai primi di gennaio e un altro ben diverso farlo alla fine del mese. La Roma non può aspettare; Gasp ancora di più. Nonostante un Ferguson come quello di Glasgow.
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