Roma, cosa è successo a Dovbyk. E presto potrebbe salutare

Per una settimana Gasp aveva provato l’ucraino in attacco. Contro il Grifone però l'ex Girona non ci sarà: la situazione
Giorgio Marota

ROMA - L’uomo si impegna così tanto a fare dei piani che la vita quasi sembra divertirsi a scombinarli. Così Dovbyk, ieri, avrebbe comunicato al proprio allenatore che proprio non ce la fa a giocare contro il Genoa. «Non sarà convocato, sente dolore, non è in grado di calciare», ha ammesso il tecnico (amareggiatissimo) in conferenza stampa. Anche se c’è chi pensa che dietro l’ennesima esclusione di Artem ci sia il mercato e magari proprio una strategia del club. Non è un mistero che l’ucraino, partendo a gennaio, potrebbe agevolare l’arrivo di un altro attaccante o magari due: Raspadori, sul quale la Roma si è mossa con decisione presentando un’offerta di prestito oneroso con riscatto a 15 milioni, più Zirkzee, il prescelto da tempo ma con la consapevolezza che lo United potrebbe liberarlo soltanto a fine gennaio. In qualsiasi caso, sono di nuovo saltati tutti i piani tattici.


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Roma, attacco leggero

Per una settimana Gasp aveva preparato la sfida al Grifone con Artem al centro dell’attacco, riportando Dybala sulla trequarti per avvicinarlo a Soulé, l’amico con cui Paulo condivide il tempo libero senza però riuscire ancora a trovare una vera intesa in campo (1 gol su azione in 502’ insieme). Tutto inutile, tutto da rifare. L’ucraino ha subito una lesione al tendine del retto femorale sinistro il 9 novembre. La diagnosi parlava di 4 settimane di stop, 6 al massimo, ma saltando l’ultimo appuntamento dell’anno, un 2025 che l’ex Girona chiuderà con 10 reti, è già arrivato a quota 8. Il doppio. Un po’ come avvenuto con il primo ko di Bailey (un mese sono diventati due), con l’ultimo stop di Dybala (sembrava lieve, ma gli effetti ancora disturbano) o con il problema di Angeliño (fuori dai convocati per 70 giorni): alla Roma i tempi di recupero, spesso, lievitano. Da una parte c’è la prudenza (sacrosanta) di chi aspetta che i calciatori siano al top, dall’altra c’è l’ottimismo forse a volte un tantino esagerato dei medici, senza dimenticare le ricadute che continuano a presentarsi: il mix di tutto ciò continua a causare problemi allo staff tecnico. Così Gasperini è pronto a rispolverare Baldanzi, stavolta non da centravanti perché in quel ruolo dovrebbe tornare Dybala, vero nove già sei volte quest’anno. Quando ha giocato così, la Roma ha segnato appena 3 gol. La statistica negativa non finisce qui, perché con la Joya al centro dell’attacco la Roma ha perso 4 volte riuscendo a battere solo il Sassuolo in A e il Midtjylland in Europa. L’alternativa a Baldanzi sarebbe El Shaarawy. Difficile, ma non impossibile. A completare il tridente leggero sarà come sempre Soulé. Ferguson resta una nota dolente, Gasp si aspetta da lui qualcosa soprattutto in termini di atteggiamento e fame. In difesa, vista la fastidiosa pubalgia di Hermoso, sono in salita le quotazioni di Rensch. Gasperini potrebbe riproporre il terzetto già visto a Torino con Mancini, Ziolkowski e il terzino olandese a completare il reparto. I quattro di centrocampo continueranno a essere delle certezze granitiche: da destra a sinistra, Celik, Cristante, Koné e Wesley. Ormai suonano come una filastrocca.

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ROMA - L’uomo si impegna così tanto a fare dei piani che la vita quasi sembra divertirsi a scombinarli. Così Dovbyk, ieri, avrebbe comunicato al proprio allenatore che proprio non ce la fa a giocare contro il Genoa. «Non sarà convocato, sente dolore, non è in grado di calciare», ha ammesso il tecnico (amareggiatissimo) in conferenza stampa. Anche se c’è chi pensa che dietro l’ennesima esclusione di Artem ci sia il mercato e magari proprio una strategia del club. Non è un mistero che l’ucraino, partendo a gennaio, potrebbe agevolare l’arrivo di un altro attaccante o magari due: Raspadori, sul quale la Roma si è mossa con decisione presentando un’offerta di prestito oneroso con riscatto a 15 milioni, più Zirkzee, il prescelto da tempo ma con la consapevolezza che lo United potrebbe liberarlo soltanto a fine gennaio. In qualsiasi caso, sono di nuovo saltati tutti i piani tattici.


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