Gasperini "silenzioso": perché ha trasformato Trigoria in un "bunker" prima di Roma-Milan

L'allenatore giallorosso sta preparando al meglio la sfida di alta classifica contro i rossoneri di Allegri
Giorgio Marota
2 min

ROMA - Si è chiuso a riccio, come spesso gli capita quando le partite hanno un peso specifico enorme, trasformando Trigoria in un luogo ancora più inaccessibile del solito. Nessuna foto durante l’allenamento, zero dichiarazioni pubbliche, neppure la lista dei convocati diratamata. Gasperini ha approfittato della vicinanza della gara del giovedì in Europa League per dribblare anche la tradizionale conferenza stampa della vigilia, arrivando all’appuntamento col Milan in un religioso silenzio per non dare vantaggi ad Allegri, un tecnico con il quale condivide il felice destino di aver cambiato le sorti della squadra che allena.

Il duello con Allegri

Rispetto alla 21ª giornata dello scorso campionato, i giallorossi hanno infatti 15 punti in più, mentre Max ha portato i rossoneri a +12. Stasera si affronteranno due tra i tre tecnici in attività con il maggior numero di partite nel massimo campionato: Gasperini, che ha superato a inizio gennaio le 1.000 panchine da professionista, guida la classifica dei veterani con 620 presenze in Serie A, davanti a Spalletti, 571, e ad Allegri appunto, terzo a 527. I giorni in cui non si è fatto altro che parlare di giochisti e risultatisti, dividendo a metà un calcio che invece è unico e semplice per definizione, si concludono con la sfida tra due simboli che predicano modelli diversi eppure accomunati dall’esaltazione della creatività individuale e dal gioco d’attacco. Anche in Roma-Milan, nonostante le trappole tattiche preparate da entrambi i tecnici, conterà soprattutto il talento dei singoli. 

 

 


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