Mancini raggiunge 300 presenze con la Roma: "È un onore. Se ripenso ai primi giorni..."

Il difensore viene celebrato per il bel traguardo in giallorosso e ripercorre i momenti più belli insieme a Cristante, Pellegrini e El Shaarawy: il video sui social

ROMA – Trecento volte con la stessa maglia addosso, trecento volte a difendere colori che ormai sente come una seconda pelle. Gianluca Mancini celebra un traguardo speciale: 300 presenze con la Roma, un numero che racconta fedeltà, appartenenza e identità. Arrivato nella Capitale nel 2019, Mancini si è subito cucito addosso la maglia giallorossa, diventando negli anni uno dei simboli dello spogliatoio. Per l’occasione, la Roma ha voluto omaggiarlo con un video celebrativo, fatto di immagini iconiche e parole cariche di emozione. “Se ripenso a quando sono arrivato, ai primi giorni a Trigoria, riavvolgo il nastro e sento il cuore che va a duemila. Sono tutti momenti che ho dentro di me e che porterò per sempre. Avere la maglia della Roma addosso è un privilegio”.

Mancini e le 300 presenze: le sue parole cariche di emozioni

“300 presenze sono un onore e un privilegio, spero di continuare a farlo con massimo impegno e dedizione. La fascia da capitano della Roma per me vuol dire tanto. L'hanno indossata campioni e uomini importanti per il club e per il calcio. Portare questa fascia è sempre un'emozione: rappresenti una squadra, un popolo, una città, l'idea del romanismo. Qualcosa di unico, inspiegabile”. Tra i ricordi più vivi, impossibile non citare il gol contro la Juve, una delle sue firme più celebri. “Il mio primo gol dalla distanza, un tiro un po' fortunoso ma poi venuto bello. Sentire il boato dopo la rete… mi vengono ancora i brividi. Sono ricordi fissi dentro il mio cuore”. La giornata è speciale non solo per Mancini: insieme a lui raggiungono quota 300 presenze anche Bryan Cristante, Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy, altro segno di uno zoccolo duro che ha segnato un’epoca recente della Roma.

Mancini e i momenti indimenticabili

"Con Cristante, Pellegrini e El Shaarawy ci conosciamo da tante stagioni, nel bene e nel male ci siamo sempre stati. Sono qualcosa di più di semplici compagni, mi rendono felice". Con la foto dopo Tirana: "Il mio primo trofeo e farlo con tutti questi tifosi dietro… Va oltre tutto, abbiamo reso felici tantissimi tifosi, abbiamo visto Roma gioire. Sono ricordi bellissimi. Tirana è per sempre e resterà così. Il primo gol? In Roma-Brescia, un'emozione bellissima. Se non sbaglio fu un 3-0, ma dopo la rete andai comunque sotto la curva a festeggiare coi tifosi. Il primo gol non si scorda mai". E poi la prima rete al derby: “Abbiamo vinto 1-0. I derby a Roma sono partite molto toste e impegnative. Averlo vinto con un gol mio ha avuto un sapore molto diverso. Vincere e segnare in un derby… Non voglio essere ripetitivo ma me lo porterò sempre nel cuore".


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Pellegrini e le 300 presenze: tutte le sue parole

"Raggiungere le 300 presenze per me è un sogno che hai fin da bambino. Nasci e cresci qui, in una famiglia che ti tramanda l'amore per questa società, per questi colori e per questo stemma", ha esordito il numero 7. "Quando uno inizia a giocare qui si sente un po' dentro una bolla, come fosse un sogno. Aspetti di svegliarti, ma alla fine ti rendi conto che sei già sveglio e che quindi te lo devi vivere al 100% come ho sempre fatto e cercato di fare, dando tutto quello che avevo. Diciamo che tra gioia e dolori posso dire di aver vissuto quest'amore per questa maglia al 100% sempre, tutti i giorni. Condividere questo percorso con Cristante, Mancini ed El Shaarawy è stato importante, sono prima che calciatori tre bravi ragazzi, tre uomini veri che ho sempre rispettato e a cui ho sempre voluto bene. Ho avuto la conferma, giorno dopo giorno, che si meritassero a tutti gli effetti di portare questa maglia addosso perché anche loro, come me, tra gioie e dolori hanno sempre dato tutto". Pellegrini poi ha toccato anche il tema dell'essere capitano: "E' un qualcosa che si tramanda da tanto tempo e che ha un certo peso nella nostra città. Capitano è chi si occupa e chi è responsabile della Roma tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti e tutti i secondi. Anche questo, tra gioie e dolori, è quello che ho sempre cercato di fare. Cercare di trasmettere ai miei compagni il mio amore per questa maglia. Anche i miei compagni sono stati bravi a capirlo". Un passaggio, poi, sul significato di giocare per la Roma: "Credo che sia fondamentale che chi viene a giocare per la Roma deve capire che cosa sta facendo, deve capire che non è in una squadra qualunque, in una città qualunque, in uno stadio qualunque e con dei tifosi qualunque. Deve capire che è una cosa speciale, che ti dà tanto e ti rimane dentro per sempre. Se sei bravo a godertela, a dare tutto e a sacrificarti per questa maglia, non potrai che ricevere tanto amore".


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Anche Cristante sopra la quota 300: "Un grande orgoglio"

"È un onore e un piacere continuare a vestire la maglia della Roma, rappresentare questa passione, questa città e questa società. Ogni domenica, ogni partita, provo sempre un grandissimo senso di orgoglio", ha affermato il numero 4. "Aver condiviso questo traguardo con altri tre compagni e amici è qualcosa di speciale: dopo tanti anni si è creato un rapporto forte che va oltre il campo, un legame di amicizia che rappresenta un valore aggiunto per la squadra e per noi. Questo rende tutto ancora più bello. È un grande orgoglio rappresentare questa società e questa squadra. Siamo un gruppo di ragazzi che ha superato le 300 partite e, quando c’è l’occasione, la fascia la indossiamo tutti con onore. Sappiamo di essere un gruppo molto unito, con un’amicizia forte: abbiamo condiviso tanto e siamo insieme da molti anni. È davvero un grande privilegio".

El Shaarawy: "Non mi sono mai risparmiato"

"È qualcosa di veramente bello e straordinario, di cui sono orgoglioso. Si tratta di un traguardo importante: in 300 partite non mi sono mai risparmiato e ho sempre dato il massimo per questi colori. Ne vado davvero fiero. Condividere questo traguardo con Mancio, Pelle e Bryan è sicuramente speciale. Anche loro hanno fatto tantissimo per la Roma e con il tempo si è creato un rapporto davvero bellissimo, anche fuori dal campo. C’è una sana amicizia: sono compagni di squadra seri, che hanno davvero a cuore la Roma. È un piacere poter condividere tutto questo con loro. È un privilegio, mi sento davvero fortunato. Sono contento e orgoglioso di averla indossata e di poterla indossare. Ho sempre cercato di rispettarla e di dare il massimo".


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ROMA – Trecento volte con la stessa maglia addosso, trecento volte a difendere colori che ormai sente come una seconda pelle. Gianluca Mancini celebra un traguardo speciale: 300 presenze con la Roma, un numero che racconta fedeltà, appartenenza e identità. Arrivato nella Capitale nel 2019, Mancini si è subito cucito addosso la maglia giallorossa, diventando negli anni uno dei simboli dello spogliatoio. Per l’occasione, la Roma ha voluto omaggiarlo con un video celebrativo, fatto di immagini iconiche e parole cariche di emozione. “Se ripenso a quando sono arrivato, ai primi giorni a Trigoria, riavvolgo il nastro e sento il cuore che va a duemila. Sono tutti momenti che ho dentro di me e che porterò per sempre. Avere la maglia della Roma addosso è un privilegio”.

Mancini e le 300 presenze: le sue parole cariche di emozioni

“300 presenze sono un onore e un privilegio, spero di continuare a farlo con massimo impegno e dedizione. La fascia da capitano della Roma per me vuol dire tanto. L'hanno indossata campioni e uomini importanti per il club e per il calcio. Portare questa fascia è sempre un'emozione: rappresenti una squadra, un popolo, una città, l'idea del romanismo. Qualcosa di unico, inspiegabile”. Tra i ricordi più vivi, impossibile non citare il gol contro la Juve, una delle sue firme più celebri. “Il mio primo gol dalla distanza, un tiro un po' fortunoso ma poi venuto bello. Sentire il boato dopo la rete… mi vengono ancora i brividi. Sono ricordi fissi dentro il mio cuore”. La giornata è speciale non solo per Mancini: insieme a lui raggiungono quota 300 presenze anche Bryan Cristante, Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy, altro segno di uno zoccolo duro che ha segnato un’epoca recente della Roma.

Mancini e i momenti indimenticabili

"Con Cristante, Pellegrini e El Shaarawy ci conosciamo da tante stagioni, nel bene e nel male ci siamo sempre stati. Sono qualcosa di più di semplici compagni, mi rendono felice". Con la foto dopo Tirana: "Il mio primo trofeo e farlo con tutti questi tifosi dietro… Va oltre tutto, abbiamo reso felici tantissimi tifosi, abbiamo visto Roma gioire. Sono ricordi bellissimi. Tirana è per sempre e resterà così. Il primo gol? In Roma-Brescia, un'emozione bellissima. Se non sbaglio fu un 3-0, ma dopo la rete andai comunque sotto la curva a festeggiare coi tifosi. Il primo gol non si scorda mai". E poi la prima rete al derby: “Abbiamo vinto 1-0. I derby a Roma sono partite molto toste e impegnative. Averlo vinto con un gol mio ha avuto un sapore molto diverso. Vincere e segnare in un derby… Non voglio essere ripetitivo ma me lo porterò sempre nel cuore".


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