Roma, perché i diffidati giocano sempre? Ecco la strategia di Gasperini© BARTOLETTI

Roma, perché i diffidati giocano sempre? Ecco la strategia di Gasperini

L'allenatore dei giallorossi non si lascia spaventare dal pericolo squalifica: l'analisi di Giorgio Marota
Giorgio Marota
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INVIATO A GENOVA - La mezza difesa “diffidata” gioca ancora una volta per intero. Gasperini non ha mai avuto dubbi al riguardo: si pensa partita per partita. Così ha costruito la mentalità della sua Roma, affidandosi al turnover più per l’esigenza di valorizzazione l’intera rosa (a partire da quelli che inevitabilmente giocano meno) che alle dinamiche fisiche. “Ci si riposa la notte”, ha scherzato prima di una partita di Europa League rispondendo a una domanda sulle possibili rotazioni. Chi sta bene gioca, senza pensare alla prossima gara.

Gasperini non si spaventa: i diffidati giocano sempre

Così nonostante l’impegno di Bologna all’orizzonte e l’ennesimo - questo forse ancora più decisivo - scontro diretto per la Champions di domenica prossima a Como, Gasperini a Genova schiererà dall’inizio N’Dicka e Mancini, entrambi diffidati. Ha fatto lo stesso prima della Juve, contro la Cremonese, quando Mancio, Evan e Wesley con un giallo avrebbero saltato il big match. E nel corso della stagione ci sono altri precedenti tutti in questa direzione. Dopotutto, è anche una questione di mentalità: pensare all’oggi e non al domani è un focus che la Roma spesso in passato non ha avuto, e a forza di pensare a ciò che sarà si è magari persa ciò che può essere. Qui e ora. È il metodo Gasp.


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