Roma, riecco Soulé: subito una magia in allenamento, ora punta l’Inter
ROMA - Splende il Soulé su Trigoria. Non è solo un gioco di parole, è una fotografia luminosa di una Roma che ha ritrovato talento, sorriso e, forse, anche un pezzo del proprio destino. Ieri, sotto il sole del centro sportivo, Matias Soulé è tornato ad allenarsi completamente in gruppo dopo un mese di stop. E lo ha fatto nel modo migliore: leggero, brillante, soprattutto libero. Libero dal dolore. La pubalgia, incubo silenzioso delle ultime settimane, ora è alle spalle. Definitivamente? Difficile saperlo, ma dopo un lungo lavoro di terapie il ragazzo di Mar del Plata ha rimesso piede in campo senza più esitazioni, mostrando subito una condizione incoraggiante. Non solo presenza, ma sostanza: intensità nella parte atletica, partecipazione in quella tattica e, come ciliegina, la solita qualità nella partitella finale.
Soulé: gol e assist
Il sorriso non è mai andato via dal suo volto. E come avrebbe potuto? Sotto gli occhi attenti e soddisfatti di Gasperini, Soulé ha firmato il suo ritorno con un gol e un assist al bacio. Corsa, dribbling, scatti, visione di gioco. Applausi, cenni di approvazione, segnali che contano. Perché il talento argentino non è uno come gli altri: è stato il riferimento offensivo della Roma in uno dei momenti più complicati della stagione. Quando mancava un vero centravanti, quando i gol arrivavano col contagocce, era stato proprio lui a tenere in piedi l’attacco giallorosso. Sette reti e sette assist, numeri pesanti, numeri da leader. Per mesi il miglior marcatore della squadra, raggiunto solo di recente da Malen che si è inserito come meglio non avrebbe potuto nel nuovo contesto. Ma il peso specifico delle sue giocate va oltre le cifre: dribbling, fantasia, imprevedibilità. Un calcio che accende e cambia le partite.
Un'assenza pesante
E non è un caso che la sua assenza si sia fatta sentire. Nelle ultime sette gare senza di lui, la Roma ha vinto soltanto due volte: contro Lecce e Cremonese, terzultima e quartultima della classifica. Troppo poco per una squadra che ha ambizioni diverse. Troppo evidente il vuoto lasciato dal suo estro. Quando Soulé si è fermato, la Roma era quarta, a tre punti dal Napoli piazzato sul gradino più basso del podio. Oggi è quinta, a tre punti dal Como e a pari punti con la Juventus (che ha gli scontri diretti a favore): più lontana quindi dai vertici e con una concorrenza più feroce. Un cambiamento che racconta più di tante parole quanto l’argentino sia stato determinante per la prima parte di stagione e quanto lo sarà di nuovo al suo rientro in campo.
Obiettivo ritorno in campo
Adesso, però, il vento può cambiare. Mati ha undici giorni per rimettersi al top e presentarsi alla sfida contro l’Inter nella miglior versione possibile. Un anno fa, ad aprile, proprio Soulé decise la gara di San Siro contro i nerazzurri con un gol da tre punti. Ora vuole essere altrettanto decisivo dando una sterzata fondamentale per la lotta alla Champions. È una corsa contro il tempo, ma anche contro i rimpianti. L’obiettivo è chiaro: non fermarsi più. Perché con Soulé in campo, la Roma non è solo più forte. È più viva. E in questo finale di stagione, per inseguire il quarto posto, servirà proprio quella scintilla che ieri, a Trigoria, è tornata a brillare.
