Dybala e la Roma, si lavora a un biennale: ecco quanto guadagnerà Paulo
ROMA - «Ce la dobbiamo godere», ha detto Dybala, ebbro di felicità sotto il cielo stellato di Verona, in riferimento a quella Champions che conta di tornare a giocare da protagonista. Per una squadra come la Roma, e per una tifoseria come quella della Roma, «dovrebbe essere normale calcare quel palcoscenico» ha poi aggiunto, servendo il secondo colpo di tacco della serata dopo quello geniale utile a mandare in porta l’amico El Shaarawy, al quale poi avrebbe voluto consegnare il premio di migliore in campo. Che storia quella di Paulo, sublime solista e meraviglioso uomo squadra. Ha preso per mano la squadra nel momento in cui le serviva un’impresa per scalare la montagna del campionato, è guarito dall’intervento al menisco in tempi record per uno con la sua storia clinica e mettendosi alle spalle una stagione angosciante sotto il profilo clinico l’ha indirizzata con un assolo di talento.
È stato proprio il suo calcio poetico a spalancare le porte del paradiso della Champions. Alla gente, Paulo aveva garantito la terra promessa. Ce l’ha fatta, quattro anni dopo, alla sua maniera: dribbling e dolori, sterzate e fragilità, assist e contrattempi. Ma di uno così, come si può fare a meno in eventuali sfide contro Real, Barça, Arsenal, Liverpool, Psg e via discorrendo? «Ce la dobbiamo godere», dice lui. «Ce lo dobbiamo godere», pensa la gente. La piazza è con lui e chiede a gran voce il suo rinnovo.
Il patto Roma-Dybala
Paulo è tornato in Argentina per le vacanze, entro una settimana al massimo è attesa la fumata bianca per il suo futuro. L’agente Carlos Novel è passato da Roma in questi giorni e continua ad avere rapporti costanti con Ryan Friedkin. La proprietà ha dato il via libera, dopo la precedente raccomandazione alla cautela, al prolungamento. Dybala dovrebbe firmare un biennale (scadenza 2028) con opzione per un’ulteriore stagione a favore del club. E fin qui, l’intesa è totale. L’aspetto economico invece va ancora limato. Dybala ha aspettato la Roma per dieci mesi e nessuno si è mai fatto avanti con concretezza fino all’uscita pubblica del calciatore, la sera di Parma-Roma. Lo consideravano forse un peso, tanto che nessuno aveva dato al ds Massara - in questo momento attivo e operativo a Trigoria, nonostante un futuro all’apparenza segnato - il mandato di agire. «Forse il prossimo sarà il mio ultimo derby», così la Joya ha rotto il silenzio. A quel punto la società ha accelerato e approfittando della disponibilità dell’argentino a ridurre il proprio stipendio avrebbe avanzato una proposta di poco superiore ai 2 milioni netti l’anno (oggi ne guadagna 8). Attorno ai 3 l’intesa potrebbe essere sancita, da un lato certificando la volontà dell’atleta di venire incontro alle esigenze di sostenibilità del club ma dall’altra riconoscendo pure a Dybala stesso uno stipendio più adeguato alla propria centralità tecnica. Della serie: se davvero è lui l’uomo che sposta gli equilibri, non potrà guadagnare meno di tanti altri colleghi che, pur importanti, non toccano quei picchi di rendimento. «Credo che resterà - ha detto Gasperni domenica sera - ho messo in contatto diretto lui con la proprietà: più di così...».
