Conti dice addio, la Roma ancora no: Friedkin proverà a convincerlo
Se n’è andato con gli occhi gonfi di lacrime, Bruno Conti, 53 anni dopo aver messo per la prima volta piede a Trigoria. «Per tutto c’è un inizio e una fine» ha detto, prima di sciogliersi in un pianto liberatorio, agli amici e ai colleghi che ha invitato a cena, due sere fa, nell’ultima notte da dirigente giallorosso. «Andando via da Trigoria, dopo aver svuotato l’ufficio e salutato i dipendenti, c’è stata davvero tanta emozione - il suo racconto - A 71 anni siamo un po’ vecchi, così ho deciso di godermi la mia famiglia, mia moglie, la mia salute». Non è riuscito ad andare oltre: il groppo in gola gli ha tolto le parole e anche il respiro. E giù, applausi.
Bruno Conti, leggenda della Roma
STORIA. La standing ovation per Marazico dovrebbe davvero non finire mai. Campione d’Italia, campione del mondo e pure di sacrificio, come dimostrò la volta in cui si mise la giacca per sedersi in panchina, nel 2005, salvando la Roma da una situazione quasi disperata. Conti è un pezzo di Roma e la storia non va in pensione. Il vivaio, oggi in crisi con un vuoto di potere che non trova ancora soluzione, è stato il suo fiore all’occhiello. Ne ha scoperti di calciatori, in tanti hanno incontrato il successo dopo essere passati dalle sue cure: De Rossi, Aquilani, Pellegrini, Politano, Calafiori, Romagnoli, Florenzi, Scamacca, Bove, Frattesi, fino a Pisilli, giusto per citare gli ultimi.
La Roma proverà a riportare Bruno Conti a Trigoria
La Roma, a dirla tutta, non ha ancora rinunciato all’idea di trattenerlo: troppo grande il suo patrimonio di esperienza e di conoscenza della materia per accettare a cuor leggero un addio, soprattutto alla vigilia di un centenario in cui la proprietà vorrà tutti i miti della storia giallorossa vicini al club, a partire da Francesco Totti. Friedkin ha rimesso Conti al centro del settore giovanile dopo che Pallotta lo aveva in qualche modo scaricato, relegandolo a uomo immagine. Dal 2021 è stato responsabile del coordinamento tecnico delle squadre dall’Under 11 all’Under 16, dall’anno successivo è passato alla gestione dei bimbi più piccoli, occupandosi delle fascia U10-U14. L’occhio per il talento non l’ha mai perso: non c’è campo di Roma e provincia, dal centro alla periferia, che non abbia setacciato in cerca di un bravo calciatore.
Incontro in vista
INCONTRO. La volontà di evitare una separazione ha avuto un primo effetto ieri, quando il club non ha annunciato l’interruzione del rapporto - gli ha solo dedicato un “grazie Bruno” sui social, giusto per non essere accusato di aver dimenticato una bandiera - ma ha pubblicato delle foto dell’incontro amarcord a Trigoria tra Conti e Falcao, alla presenza dell’attore Lino Banfi. Al Fulvio Bernardini c’era anche il nuovo ds Tony D’Amico. Da quanto ha scritto sui social il figlio Daniele, ex calciatore del Cagliari, la decisione di Marazico sembra irrevocabile: «Si chiude un capitolo immenso. La Roma è stata la tua casa, prima sul campo da grandissimo campione e poi dietro la scrivania. Hai vinto tutto e hai scritto la storia. Ma la verità è che il trofeo più grande lo hai vinto con noi sei un campione immenso nella vita di tutti i giorni». Chissà se alla fine il destino possa prendere altre strade. Certi amori, come cantava Venditti, fanno dei giri immensi e poi... ritornano.
