Pisilli al centro del mercato, ma la Roma lo blinda: parte solo con un’offerta top

Le big italiane hanno pensato a lui, il club non lo cede a meno che non arrivi una tentazione da capogiro
Giorgio Marota
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ROMA - La Roma ha blindato Pisilli, togliendolo ufficiosamente dal mercato almeno fino a quando non riceverà la classica offerta impossibile da rifiutare. Arriverà? Oggi non è dato saperlo anche se i movimenti sul centrocampista sono stati molti nelle ultime due settimane. L’asticella però è alta e per certi versi potrebbe anche apparire invalicabile: parliamo di 35 milioni di euro di valutazione per un calciatore esploso negli ultimi sei mesi, dopo un avvio di stagione in sordina. La fiducia di Gasperini il ragazzo se l’è conquistata giorno dopo giorno in allenamento, fino a diventare un perno della Roma. Pensate, a gennaio si parlava di lui come di un talento da mandare in prestito a una squadra di media classifica, come il Genoa. «Ha bisogno di giocare», dicevano. «Mi piacerebbe che lo facesse qui, ma non riesco a dargli spazio», rispondeva Gasp. Poi El Aynaoui è andato in Coppa d’Africa e si è liberato un posto da vice Koné-Cristante: Niccolò si è infilato in quel pertugio e in quello spazio ha finito per starci comodo comodo fino a diventare un titolare, con tanto di ruolo di prim’ordine in Nazionale.

Offerte per Pisilli

Non è in vendita: da qui alle prossime settimane la linea societaria non cambierà e questa considerazione ovviamente inorgoglisce il ragazzo. Lui non se ne sarebbe andato a gennaio e non vorrebbe andarsene neppure ora. La Roma è la squadra del suo cuore, dopotutto. Eppure la parola “incedibile” a Trigoria è stata bandita da tempo. Se qualcuno dovesse bussare alle porte con il gruzzoletto giusto nelle mani, varrà la vecchia massima che nella vita ogni cosa ha un prezzo e che il calcio non può rappresentare certamente un’eccezione. Nessun big è escluso da questo ragionamento, anche se l’allenatore vorrebbe tenerli tutti fino alla fine del mercato. Nei giorni che hanno preceduto il 30 giugno, il club ha detto “no” a delle offerte per Svilar e Koné rispettivamente da Chelsea e Atletico (su Mile s’è informata anche la Juve), ritenute non all’altezza, ha allontanato la tentazione di vendere a un prezzo di mercato N’Dicka solo perché preso tre anni fa a parametro zero e ha cercato di allontanare i rumors su Mancini, anche se il calciatore resta in attesa di rinnovare un contratto congelato da sei mesi. Su Pisilli si sono mossi in tanti. Niccolò è finito nei pensieri di Inter, Juventus e Milan, ha persino attirato l’interesse di qualche club estero come il Porto. Nessuno, però, è mai arrivato a formulare un’offerta convincente. 

Conti

L’eventuale cessione del centrocampista rappresenterebbe una plusvalenza totale: ogni euro generabile dal suo cartellino è infatti un euro di plusvalore che avvicinerebbe la Roma al traguardo fissato dal settlement agreement. La scadenza per la valutazione dei compiti a casa può slittare di un mese (da fine giugno a fine luglio) alla luce della recenta flessibilità dell’Uefa, spiegabile con le difficoltà nelle trattative con la rassegna iridata dall’altra parte del mondo; in qualsiasi caso, però, la Roma non ha voluto svendere i propri gioielli e proseguirà su questa linea, anche se tutto ciò dovesse portare a una multa salata (10-15 milioni) e a una restrizione della rosa in campo internazionale nella stagione 2027-28.


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