Svilar: “La Juve? Per me esiste solo la Roma”

Mile leader totale, a giugno D'Amico ha respinto l'assalto bianconero
Giorgio Marota

Pubblicato il 28.07.2026, 08:08

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Le “Mile” e una notte, quella che Svilar sogna di rivivere dai tempi in cui, poco più che maggiorenne, rubò il cuore di José Mourinho dopo un errore. Era il 2017-18, Manchester United-Benfica la partita incriminata (tante belle parate e una papera). Nelle otto stagioni successive a quella, mentre scalava a mani nude l’Olimpo dei grandi portieri del mondo, la Champions è rimasta una sorta di ossessione per lui. A settembre potrà finalmente farci pace. Dal Bologna al Verona, dal debutto dell’Olimpico all’epilogo trionfale del Bentegodi, il belga ha chiuso lo specchio della sua porta 18 volte in Serie A. Di fatto, è come se la Roma avesse disputato un girone intero senza subire reti. Una tendenza proseguita nelle prime amichevoli estive, dove gli unici gol li ha incassati il suo vice, Gollini, nel secondo tempo di Cannes giocato dai giallorossi in inferiorità numerica. Agli altri parrà un sortilegio, per Gasp è una benedizione in piena regola: quando c’è il suo portierone, la strada per la rete è quasi sempre sbarrata. A Gian Piero, dopotutto, dev’essere sorto un grande interrogativo a fine giugno nelle ore in cui qualcuno aveva cominciato a pensare che cedere il portiere per 50 milioni fosse una ghiotta opportunità. Questo: come ci si può privare di un numero uno così?

Svilar, partiamo dai rumors: la Juventus con lei ci ha provato.

«Non lo so, la questione non mi riguarda».

Le cronache di mercato raccontano di un sondaggio bianconero, al gong del 30 giugno, che D’Amico ha rispedito al mittente. La Roma la considera incedibile.

«Per me è sempre esistita soltanto la Roma , ormai dovreste saperlo dopo il rinnovo. Sono concentrato per dare il meglio per questa maglia, questa società e questi tifosi. Il mio cuore è qui».

E la testa, già proiettata alla prossima Champions?

«Abbiamo fatto una grande rimonta per raggiungerla ed è stato bellissimo. Adesso dobbiamo godercela, ma anche giocarla al massimo delle nostre possibilità».

Lei debuttò che aveva appena compiuto 18 anni, ai tempi del Benfica.

«Ero un altro ragazzo, più insicuro e fragile. Sono cambiato tanto».

Ora è il miglior portiere della Serie A, titolo da Mvp che la Lega gli riconosce da due anni consecutivi.

«Merito dei miei compagni. Avete visto che difesa che abbiamo?».

Mancini e N’Dicka sono rimasti. Questo la rassicura?

«Molto, è una fortuna per me poter contare su di loro. Ma voglio includere in questa dedica tutto il reparto. Da anni siamo tra le difese migliori in Europa. Un portiere non è niente senza dei compagni preparati e attenti».

Contro il Cannes, squadra neopromossa in terza serie francese, non è stata una grande Roma.

«Ma è normale, siamo in fase di preparazione, Gasperini ci sta mettendo davvero sotto. Giocare in inferiorità numerica, poi, è sempre dura ma lo è soprattutto adesso che le gambe sono pesanti. Non si possono vedere adesso i risultati. Tra un mese avremo la Roma migliore».

Con Pellegrini o senza?

«Vediamo cosa succederà in questi giorni. Lorenzo l’ho sentito, non vede l’ora di tornare».

Quanto le è dispiaciuto non giocare il Mondiale col Belgio causa del “blocco” che c’è sul suo conto dopo quell’unica presenza con la Serbia? La sua nazionale, tra l’altro, è uscita proprio a causa di un errore del secondo portiere Lammens.

«Non mi ha fatto nulla, provo a non pensare a questa storia che per me è stata molto difficile. Quella della nazionale è una parentesi chiusa, preferisco concentrarmi sulla Roma».

La Spagna ha meritato il trionfo?

«Decisamente sì, ha giocato il calcio migliore».

Per voi, invece, quanto sarà difficile confermarsi o migliorarsi in Serie A dopo un terzo posto?

«Tantissimo, perché la Champions inevitabilmente ci porterà via energie. Dobbiamo prepararci bene per il doppio impegno. Noi di sicuro non vogliamo fare passi indietro, ma in avanti. E in coppa non temeremo nessuno». ©riproduzione riservata

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