Gasperini urla a tutta la squadra: suona l’allarme alla Roma
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INVIATO A BRIGHTON - A quattro seggiolini di distanza dalla panchina si è percepito perfettamente il malumore di Gasperini. La sconfitta per 3-0 contro il Brighton ha chiuso il ritiro britannico con un campanello d’allarme che, a due settimane dall’esordio in campionato, ha cominciato a suonare con insistenza. È una Roma ancora indietro, atleticamente e numericamente, travolta da una squadra che avrebbe magari dovuto tenere testa ai giallorossi e non surclassarli. Certo, è calcio d’agosto. Ma il segnale va ascoltato: non è il risultato in sé a preoccupare, sono le risposte arrivate dal campo. E quelle hanno indicato una necessità precisa, condivisa da Gasp e dalla società: la Roma va migliorata in fretta e il campo, ora, è il mercato.
Roma, zero tiri
Il Brighton ha giocato, costruito, divertito. La Roma non ha prodotto conclusioni in porta. Nemmeno una. Nel magnifico stadio inglese, dove gli spalti dei tifosi e dei media sono praticamente a bordo campo, le urla di Gasperini si sentivano chiare. «Non facciamo filtro davanti alla difesa, così non giochiamo se ogni ripartenza è un’occasione», ha detto più volte. E poi quello sguardo continuo verso il vice Gritti, quasi a cercare una spiegazione a una squadra incapace di dare continuità alle proprie giocate e di mantenere un atteggiamento difensivo adeguato.
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