L’inquietudine di Gasperini è il motore della Roma: così ha chiesto privatamente una svolta al club

Le parole pubbliche avrebbero gettato benzina sul fuoco, quelle private hanno fatto girare il motore
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L’inquietudine di Gasperini poteva essere come benzina sul fuoco delle polemiche. Ecco perché Gian Piero ha preferito il silenzio, il buon viso a cattivo gioco, le parole accennate anziché le dichiarazioni fragorose e nette. All’interno di Trigoria, però, s’è fatto sentire eccome. Prima e dopo Ferragosto, ha insistito per una svolta immediata sul mercato. La Roma ha aspettato tanto, forse troppo, per risolvere la questione che maggiormente interessava al suo allenatore: l’ala sinistra di piede destro da affiancare a Dybala alle spalle di Maln. È partita da Greenwood all’alba di un’estate condizionata dai paletti del fair play finanziario (sono spariti di colpo? Friedkin andrà incontro a una multa salata o a restrizioni più corpose?) ed è atterrata su Summerville, prima di tentare di fare scalo su Godts, El Mala e Alajbegovic, poi si ha preso la strada - tortuosissima - per Nusa e ha finito per fare tappa dalle parti di Rodrigo Mora, strizzando l’occhio a Fofana, Nkunku e Gboho nei giorni più complessi dei rapporti col Porto. Tutto questo infinito gioco dell’ala è stata un’Odissea in stile Nolan, l’unico kolossal con sfumature thriller che i Friedkin non avrebbero voluto produrre. Ma quella stessa benzina, dopo Ferragosto, è finita dentro al serbatoio giusto ed è tornata a far girare il motore del mercato giallorosso.