Il soprannome “contadino” nello spogliatoio dell’Olanda, la dieta senza glutine e la scelta di dire sì alla Roma: così Malen sta stregando il mondo

Le home page dei siti, anche stranieri, dedicate al bomber di Gasperini, i tifosi e i compagni stravedono per lui: “Senza disciplina non si va da nessuna parte”
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google
Chiara Zucchelli
Chiara Zucchelli

4 min

Pubblicato il 01.09.2026, 09:58

RomaRoma Tutte le notizie sulla squadra

Forse neppure Gian Piero Gasperini poteva immaginare che l’impatto di Donyell Malen alla Roma potesse essere così. Cinque gol nelle prime due giornate di questo campionato, 14 gol in 18 presenze lo scorso anno, una continuità di rendimento che in Italia, all’inizio di un percorso, non si vedeva da mezzo secolo. Il tutto mentre nasceva la quarta figlia, prima femmina dopo tre maschi, e in mezzo c’è stato pure un Mondiale dove non ha esattamente brillato. Colpa sua? No. L’ex ct Koeman, dopo averlo visto fare faville al centro dell’attacco a Roma, ha pensato bene di rimetterlo esterno, senza dargli neppure una spiegazione. Malen ha fallito, l’Olanda ha fatto eppure peggio. Eppure quello di vincere con la nazionale non è solo un sogno, ma “un’ossessione”. Lo racconta lo stesso Malen a “Men’s Health”, in un’intervista realizzata ad Amsterdam qualche settimana fa. Domani uscirà la versione integrale, qualche anticipazione è stata diffusa oggi. Emerge il racconto di un ragazzo soprannominato Boeroe, ovvero “il contadino”, nello spogliatoio Orange. Quel senso di fatica e sacrificio non ha mai abbandonato l’attaccante che, infatti, rivela: “Il talento è importante, ma senza disciplina non vai da nessuna parte. Quello che un professionista deve fare per restare al massimo della forma non è alla portata di tutti”.

Guarda la gallery

Malen, la dieta senza glutine e i segreti della sua forma 

Malen nell’intervista racconta tanto di sé e svela tutti i segreti di un fisico al top. Dalla scelta drastica di eliminare il glutine per sentirsi più reattivo, fino all’uso di tecnologie per il recupero muscolare a casa. Ovviamente questo tipo di attenzione maniacale non è nata negli ultimi - bellissimi - mesi romani, ma c’era anche quando le cose andavano meno bene: “Pure se partivo dalla panchina continuavo a lavorare come se avessi giocato tutta la partita. Se arrivava la mia occasione non potevo permettermi di esserlo a metà”. Non a caso, quando è sbarcato a Roma e ha iniziato a giocare con continuità, la forma era già eccezionale.