La Roma e l'importante messaggio lanciato alla Uefa: stipendi tagliati di 20 milioni!

Il club ha imboccato la strada per la sostenibilità grazie alla corposa sforbiciata agli emolumenti
Giorgio Marota

Pubblicato il 03.09.2026, 08:08

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Con una campagna acquisti da 125 milioni e circa 30 milioni di cessioni, la Roma difficilmente potrà convincere l’Uefa di aver rispettato del tutto i paletti del settlement agreement, l’accordo transattivo firmato nel 2022. Soprattutto perché le plusvalenze non sono state molte: circa 25 milioni. E c’era tempo fino al 31 di luglio grazie al mese in più concesso da Nyon a tutti i club col Mondiale di mezzo. Sul tavolo della confederazione europea la società di Friedkin porterà un argomento che di questi tempi pare sia molto convincente: il taglio del monte ingaggi come dimostrazione di impegno a perseguire un percorso di sostenibilità. Nella passata stagione il costo del lavoro superava i 133 milioni lordi, adesso questa quota si è avvicinata all’obiettivo dei 100, attestandosi sui 113: meno venti, dunque, con un importante decurtazione del 15%. Insomma, sarà forse distante il target del contenimento delle perdite nel triennio a 60 milioni (questo prevedeva il piano), però il ds D’Amico, mentre portava avanti la complessa opera di rafforzamento della squadra, ha anche dato una corposa sforbiciata agli emolumenti. È un messaggio ben preciso inviato ai dirigenti che a ottobre dovranno spulciare il bilancio giallorosso.

Come D'Amico è riuscito ad abbattere il monte ingaggi della Roma

Merito delle partenze di calciatori come Zaragoza (2 milioni lordi in sei mesi), Celik (3,6), Angeliño (3,8), Tsimikas ed El Shaarawy (4,6 a testa) ma soprattutto dell’uscita di Dovbyk, che da solo pesava sul monte ingaggi per 6,5 milioni. Al suo posto è entrato un calciatore come Castro che ha 8 anni in meno e guadagna al lordo 4 milioni. Da questo scambio col Bologna si intuisce molto, se non tutto, della strategia giallorossa: il ringiovanimento della rosa non è soltanto una questione estetica o d’immagine, ma sostanziale in virtù dell’abbattimento del costo del lavoro legato anche agli ammortamenti sul lungo periodo. La Roma non avrà incassato molto dalle cessioni, anzi alcuni calciatori sono andati via soltanto in prestito, però in questa stagione risparmierà anche gli ingaggi di El Aynaoui (2,8), Vaz (2,8), Ziolkowski (1,3), Kumbulla (2,8), senza dimenticare gli altri non riscattati come Venturino e Ferguson. Anche i rinnovi hanno seguito questa linea: Dybala, Mancini, Cristante e Pellegrini hanno accettato riduzioni della parte fissa del loro stipendio, sopperendo con bonus legati a presenze, rendimento e obiettivi di squadra. L’esempio lampante è quello di Paulo, sceso da 8 milioni netti a 2,2. Ma l’argentino guadagnerà anche 100 mila euro per ogni presenza superiore ai 45’ e altri 100 mila per ogni 5 tra gol e assist. I quattro che hanno siglato dei prolungamenti contrattuali hanno permesso alla Roma di tagliare altri 15 milioni dal monte ingaggi. Il risparmio totale fa circa 45 milioni. Di contro, la campagna acquisti ha portato a Trigoria Castro (4 milioni lordi di ingaggio), Mora (3,5), Koulierakis (4), Molina (5), Balerdi (5) e De Roon (3,5) per una spesa in busta paga di 25. Venti milioni in meno, come detto. Decisamente un passo in avanti.