Dybala può riposare: Mora cerca la scintilla con Soulé

Paulo ha finito la partita di Istanbul con i crampi. Rodrigo e Matias in 4 gare sono stati alternativi l’uno all’altro. A Torino però potrebbero partire dal primo minuto
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Giorgio Marota

Pubblicato il 12.09.2026, 07:48

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«Il più forte tra i più forti», l’espressione con la quale Gasperini ha celebrato per l’ennesima volta il talento illuminato di Dybala, prima o poi avrà bisogno di riposare. Forse più prima che poi, visto che la trasferta di Torino è dietro l’angolo e dopo quattro partite consecutive da titolare (due senza nemmeno essere sostituito) cominciare a ragionare su una gestione atletica della Joya diventa un fatto necessario. Anche a Istanbul l’argentino ha dispensato tecnica e giocate d’alta scuola: è stato il migliore dei giallorossi, insieme al goleador Cristante; al tempo stesso, Soulé e Mora nell’inferno del Saraçoglu hanno arrancato, forse schiacciati dalla pressione dell’ambiente. Ancora una volta gli altri due trequartisti a disposizione di Gasp - il quarto è Pellegrini, sulla via del recupero - si sono dati la staffetta, mentre Paulo, che ha dieci anni in più di Matias e addirittura quattordici in più di Rodrigo, ha brillato per novanta minuti più recupero. La classe non ha età e i 32 anni del prodigio di Laguna Larga continuano a dimostrarlo.

 

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Roma, l'alternanza in attacco

Eppure Dybala ha terminato la gara col Fenerbahçe piegato in due dai crampi e soltanto Gasp, che è stato il principale sponsor del suo rinnovo, sa quanto possa pesare la mancanza prolungata del fantasista, nella passata stagione assente 21 volte a causa di tre diversi infortuni. Meglio prevenire, anche perché dopo il Toro c’è l’Inter, sabato 19, e in quell’occasione Gian Piero conta di schierare la miglior Roma possibile, senza ragionamenti di turnover. Così Mora e Soulé per la prima volta potrebbero giocare insieme lunedì pomeriggio. Sarebbe un inedito. Fin qui i due funamboli sono stati competitor, alternativi l’uno all’altro: Mora ha debuttato dall’inizio contro la Fiorentina e Soulé gli ha dato il cambio, a Lecce è accaduto l’inverso (Mati dal 1’, Mora in corsa: hanno segnato entrambi) e la gerarchia si è di nuovo ribaltata sabato scorso contro l’Atalanta, con il portoghese a danzare tra le linee per 54 minuti e l’argentino a invertire la rotta, con un gol e un assist, negli ultimi 35. Così Soulé s’è guadagnato una maglia da titolare in Champions, ma in Europa entrambi sono sembrati meno pimpanti del solito.

I numeri di Mora

Mora in particolare ha giocato due spezzoni da big: il primo tempo contro la Viola e la mezz’ora da subentrato del Via del Mare. Non sempre però, in queste gare, è riuscito a dare continuità al suo rendimento. In qualsiasi caso, i 50 milioni investiti dalla Roma (25 subito, altri 25 da garantire al Porto tramite rivendita o bonus) pongono alta l’asticella di un ambizione che Rodrigo condivide e che, non a caso, ha voluto subito perseguire senza appellarsi all’alibi dell’adattamento al nuovo contesto. Ha già mostrato abilità nello stretto, visione di gioco, precisione del tiro e intesa con le punte: tutte caratteristiche che lo fanno assomigliare, più di tutti gli altri, proprio a Dybala. Il solco dell’eredità è tracciato.