I numeri da sogno della Roma: come l’Arsenal e vicina al Barcellona, ecco perché

I giallorossi non partivano così forte da 12 anni. Gasp ha raggiunto 9 vittorie di fila: ora punta Garcia (10) e Spalletti (11)
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Jacopo Aliprandi

Pubblicato il 16.09.2026, 07:45

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Sognare, a Roma, non è mai stato proibito. Anzi, è quasi una conseguenza naturale quando una squadra riesce a scaldare il cuore del suo popolo. E allora perché non farlo anche stavolta? E mentre Gasperini tiene ben saldi i piedi per terra, guarda soltanto alla prossima partita e rifiuta di spingersi con il pensiero fino a giugno, il tifoso romanista ha già iniziato inevitabilmente a guardare oltre. A immaginare. A chiedersi fin dove possa arrivare questa squadra. Persino a pronunciare quella parola che per ora nessuno, a Trigoria, vuole mettere in cima ai pensieri: scudetto. Dopo quattro giornate, però, non è soltanto una suggestione da tifosi. Ci sono numeri, prestazioni e sensazioni che autorizzano il sogno.

 

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L'identità della Roma

La Roma ha cominciato il campionato con quattro vittorie nelle prime quattro partite: non accadeva dalla stagione 2014-2015, undici anni fa. Un avvio che racconta già molto, soprattutto perché non si tratta di successi arrivati per caso o costruiti esclusivamente sull’episodio. Questa Roma ha un’identità precisa. Ha intensità, pressing, qualità, profondità. Sa aggredire, sa giocare e, soprattutto, sa cambiare. È una squadra di titolari che non sembra avere un unico spartito: quando la partita chiede un’accelerazione diversa, Gasp può pescare dalla panchina giocatori capaci di incidere senza far scendere il livello. Ed è proprio questa abbondanza di soluzioni a rendere ancora più credibile l’entusiasmo.