Iervolino: "Salernitana stellare, altro che provinciale"

Il presidente dei granata commenta la partenza lanciata della squadra in campionato: "Abbiamo un centrocampo tra i più forti in Serie A, una difesa solida con un super portiere. Mazzocchi è da Nazionale, come Lovato e Sepe"
Iervolino: "Salernitana stellare, altro che provinciale"© ANSA
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Franco Esposito
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SALERNO - Decimo posto con 7 punti in 6 partite, quinto per tiri verso la porta avversaria (85), terzo per cross utili (40) dopo Fiorentina e Inter. Sono alcuni dei numeri che spiegano l’ottimo avvio di stagione della Salernitana. E la prova contro la Juventus ha mandato in estasi i tifosi.

Presidente Iervolino, con quale titolo sintetizzerebbe questa partenza così positiva?
«Salernitana sorprendente. Sono sorprendenti il clima che c’è intorno alla squadra, l’entusiasmo che ci mettiamo e il fascino del progetto».

Cosa le è piaciuto di più della gara con la Juve?
«La mentalità. Avevamo promesso di giocarcela su tutti i campi, di dare spettacolo e così sta accadendo. Non è una mentalità da provinciale, ma da squadra che vuole lasciare il segno nel campionato».

Allo Stadium è stato un test di maturità, quindi?
«È sotto gli occhi di tutti: la squadra è forte in ogni reparto, fa spettacolo, è godibile, è ormai pienamente di categoria. Cerca la profondità, attacca e fa pressione, gioca molto alta. Siamo soddisfatti, contro la Juve abbiamo visto uno spettacolo fantastico».

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Capitolo Var. Le polemiche sviliscono i meriti della Salernitana?
«Non penso che gli episodi abbiamo offuscato la nostra grande prestazione. E poi sono stati tanti: il contatto di Bremer con Piatek in area, forse un fallo di Cuadrado su Candreva nell'azione che ha portato al loro rigore. Insomma, è stata una partita ricca di emozioni. Penso che il risultato sia stato giusto. A caldo avevo l’amaro in bocca, ma poi rivedendo la partita penso che sia andata bene così. La Juve non molla mai ed è stata una partita difficilissima».

Il Var a volte alimenta anzichè chiarire i dubbi. Perché?
«Per tecnologia e per regolamento è uno strumento giovane, quindi ancora oggi si fatica a comprendere quando e come intervenire. C'è bisogno di esperienza per perfezionare il tutto. Anche sul rigore dato alla Juve c’era forse un fallo. Dunque, il Var deve intervenire sempre oppure no? È un rebus per tutti noi. Ma una cosa è certa: da parte del sistema arbitrale non c’è malafede. Se il sistema vuole migliorarsi, deve essere costruttivo. E poi, tornando alla gara con la Juve, non so quanto siamo stati avvantaggiati o piuttosto svantaggiati dalle varie decisioni».

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In cosa può ancora migliorare la Salernitana?
«Ho sentito molti sostenere che si poteva essere più speculativi negli ultimi dieci minuti, provando a portare a casa il risultato. Ma questo atteggiamento a testa alta alla fine del campionato ci darà di più di quello che perderemo per strada».

Chi avrebbe abbracciato a fine gara a Torino?
«Mi sono piaciuti tutti. Dià ha fatto un primo tempo da campione assoluto. Con Piatek si trovano come due amici di classe. Abbiamo un centrocampo tra i più forti della serie A, una difesa di esperienza arricchita da Daniliuc e in attesa di Lovato. Un super portiere, uno dei migliori della categoria».

Mazzocchi è da Nazionale?
«Decisamente si. È un quinto di centrocampo capace di giocare a destra e a sinistra. Non sfuggirà a Mancini per la prossima chiamata in azzurro. E mi aspetto che in Nazionale vadano anche Bonazzoli, Lovato e Sepe».

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Ora come viene giudicata la Salernitana?
«Adesso c’è molto rispetto nei nostri confronti. Possiamo stare a sinistra della classifica, la mia non era una provocazione. Sette nostri calciatori sono stati convocati per le varie Nazionali. Questo deve pur significare qualcosa».

Venerdì ospiterete il Lecce. Nicola predica umiltà.
«Squadre scarse non ce ne sono quest'anno. L’ultima è il Monza e ha speso 50 milioni. Noi dobbiamo cercare di fare sempre risultato, questo gruppo non è stato costruito in base a logiche prudenziali ma per giocare a viso aperto. Io sono con il mister e quindi non dobbiamo montarci la testa, ma questo non vuol dire non avere consapevolezza dei propri mezzi».

Novità sull’Arechi?
«Noi siamo solo dei concessionari annuali. Siamo una delle poche società in regola con i pagamenti e aspettiamo i servizi. Lo stadio in genere è un monumento della città, il punto nevralgico dell’aggregazione, un motore e generatore di pil. Quindi, occorre una sensibilità diffusa da parte di tutti per affrontare il problema. Questo stadio non è omologato per gli standard Uefa e quindi se dovessimo raggiungere una posizione europeo, non potremmo affrontare la competizione a Salerno».

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