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Sassuolo, Magnanelli: "Soddisfatto di essere una delle ultime bandiere"

Il capitano neroverde: "Ho avuto una maturazione più lenta ma mi sono guadagnato tutto sul campo. Berardi? E' sempre stato leader tecnico in campo perché madre natura gli ha dato qualcosa in più"

Sassuolo, Magnanelli:
© LAPRESSE

SASSUOLO - Francesco Magnanelli, leader del centrocampo e dello spogliatoio del Sassuolo, ha raccontato la sua lunga avventura in neroverde in diretta instagram sul canale del club: "Essere una delle ultime bandiere del calcio è motivo di soddisfazione. Guardo indietro la mia carriera e ci sono stati momenti in cui avrei potuto prendere altre strade, ma ha prevalso la volontà di continuare con un'unica squadra per cercare di migliorarsi e di raggiungere obiettivi importanti, per fare anche una carriera diversa dal solito. Il calcio è in continua evoluzione e nel tempo ci saranno altre bandiere. Meglio la conquista della Serie A o dell'Europa? Sono cose un po' diverse. Arrivare nella massima categoria, un sogno da bambino: esserci arrivati tramite compagni pazzeschi, con una cavalcata unica che nessuno dimenticherà, specie i tifosi, è stata fantastica. L'Europa è stata un qualcosa di più, che nessuno immaginava. Ti ha permesso di affrontare squadre e giocatori che vedevi in tv, con la speranza un giorno magari di poterci tornare".

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Sul Sassuolo più forte in cui abbia giocato: "Ho giocato con troppe persone a cui sono affezionato e allo stesso tempo con ragazzi di altissimo livello, si fa fatica a racchiuderli in una formazione ideale. Ho giocato con ottimi ragazzi e a ragazzi con del talento importante. Dovrei fare due-tre formazioni ideali. Mio idolo? Da quando ho fatto il giocatore di professione, il mio unico grande riferimento è stato Andrea Pirlo. Credo che ogni giocatore abbia una carriera a sé e gli anni che sto facendo in A credo siano figli degli anni passati nelle categorie inferiori. Ho avuto una maturazione più lenta ma mi sono guadagnato tutto sul campo ed è una grande soddisfazione e preferisco sia così, chiudere in crescendo, ovvero aver fatto la A all'inizio e poi finire nelle categorie inferiori, finire una carriera in Serie A ai massimi livello credo sia un ottimo finale". Magnanelli spende parole al miele per Berardi: "E' sempre stato leader tecnico in campo perché madre natura gli ha dato qualcosa in più. E' arrivato nel grande calcio da giovane e ha avuto bisogno di un percorso di crescita ma credo che adesso abbia capito vuol dire essere leader fuori dal campo".

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"Passo le mie giornate a casa, dobbiamo rispettare le norme del Governo. Cerco di allenarmi con programmi specifici e di seguire una dieta adatta al momento. Tengo a ringraziare le persone che in questo momento vanno a lavoro e sono in prima linea al di là di medici e sanitari ma anche tutte le persone che sono dietro le quinte come ad esempio i commessi, le forze dell'ordine, le donne delle pulizie, un ringraziamento particolare va anche a tutti loro". Magnanelli conclude parlando del suo futuro post calcio: "Ora voglio giocare e voglio chiudere alla grande, sono ancora competitivo. Quello dell'allenatore è il ruolo più difficile dove ci sono tante sfaccettature che solo l'esperienza sul campo ti può dare; dopo tanti anni di carriera qualche vantaggio posso averlo, per fare il dirigente occorre altra esperienza e sarebbe come ripartire da zero. Non ho ancora preso una decisione".

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