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Spal, torna Cerri: "Sono sempre stato innamorato di Ferrara"

Il centravanti: "Coppia con Petagna? Spero di sì, decide il mister". Castro: "Io leader? No, siamo tutti importanti. Possiamo ancora centrare la salvezza". Zukanovic: "Ora serve una squadra di uomini veri, pronti a fare la guerra". Bonifazi: "Credo che l'esonero di Semplici sia dispiaciuto a tutti"

Spal, torna Cerri:
© Getty Images

FERRARA - Giornata di presentazioni in casa Spal: Ervin Zukanovic, tornato in Italia dall'Arabia Saudita, Alberto Cerri e Lucas Castro, arrivati entrambi dal Cagliari, nonché Kevin Bonifazi, che dal Torino ha fatto ritorno in Emilia, hanno parlato di fronte alla stampa. Parte Cerri, che ritrova il biancazzurro dopo tre anni: "Quando si è presentata, ho colto al volo l'opportunità. Sono carico per centrare l'obiettivo che ci siamo prefissati. Spero di giocare in coppia con Petagna, ma deciderà il mister. Rispetto a tre anni fa penso di essere migliorato come persona e giocatore. Io sono sempre stato innamorato della città: mi ha sorpreso in positivo il centro sportivo, che è cambiato dalla B a oggi".

Arriva il momento di Castro: "Possiamo ancora centrare la salvezza, è per questo motivo che sono venuto qua. Il posto in classifica non è giusto. Il campionato è ancora lungo e ci dobbiamo credere. Io cercherò di portare la mia esperienza. La parola leader non esiste, abbiamo bisogno di tutti in questo momento. Di Biagio? Si vede che ha voglia e capacità importanti. Dobbiamo ascoltarlo e credere nello stesso obiettivo. Ringrazio anche Semplici, una persona straordinaria che mi ha voluto qui. Ora però dobbiamo voltare pagina e seguire il nuovo mister". Sul ruolo che ricoprirà: "Io faccio l'interno sia a destra che a sinistra, ma mi piace anche fare il trequartista. A me va bene tutto però, aspetto le indicazioni del tecnico. Dovrò dare un contributo in fase offensiva. Serve più la testa che il fisico. Dobbiamo supportarci l'uno con l'altro, cercando di motivarci e capire che ci sono ancora possibilità senza tirarci giù".

La Spal ha scelto Di Biagio

Chiude Zukanovic: "Per qualche anno siamo stati in contatto per arrivare qua, ma poi non siamo riusciti. Ho già giocato per la salvezza in una piazza più pesante. Ho trovato una squadra che ha bisogno di uomini veri. Siamo un gruppo buono e sano, con una società pulita alle spalle. Ci sono tutte le condizioni per poter lavorare bene. Dobbiamo essere uniti e avere la giusta dosa di cattiveria, grande coraggio e voglia di battagliare. L'importante sarà uscire dal campo con la consapevolezza di aver dato tutt, più incazzati. Abbiamo fatto troppi regali. Se non avremo questo carattere, sarà molto difficile pensare di salvarci. L'esperienza a Gedda? Non è stata una cosa per me. Sono andato là per i soldi, devo dire la verità. Ma quando sono arrivato là ho visto che non era il mio livello. Ho sentito che mi mancava qualcosa. Per questo ho accettato la Spal. Non mi importa del contratto, voglio solo giocare. Mi sento bene, voglio dare una mano. Sono motivato, ho una grande fame, voglio solo stare in campo perché mi è mancato questo clima". Sul ruolo in difesa: "Non so, non voglio parlare di questo, ora serve solo fare bene. Io facevo il terzino già con Maran al Chievo e Prandelli al Genoa. Sono abituato a tutti i ruoli. Ma sarà importante più che altro entrare in campo con la fame". Il bosniaco è uno specialista su punizione: "Le capacità ci sono, ma ora dobbiamo solo pensare a difendere meglio. Quando giochi per la salvezza devi fare la guerra". Infine, Bonifazi: il centrale riabbraccia gli estensi dopo sei mesi in granata: "Sono tornato per le persone che costituiscono la società, dal presidente ai magazzinieri. Faccio fatica a trovare qualcuno con cui non abbia avuto un buon rapporto. Qui abbiamo fatto buone cose e personalmente volevo dare una mano a raggiungere l'obiettivo della salvezza.Devo migliorare su tutti gli aspetti, specialmente su quello mentale. Devo partire dal primo secondo con quella stessa ferocia che ho quando perdo uno scontro". Sul rapporto con Di Biagio: "Lo conosco già da tre anni, quando andavo in Under 21. La stima c'è, ma lui non ti lascia rilassato e ti sta addosso. Sono contento che sia arrivato". Il difensore romano resterà per sempre legato a Leonardo Semplici: "Io sono arrivato qui con lui, non ero nessuno e lui mi ha fatto giocare. Credo sia una decisione, quella del suo esonero, che sia dispiaciuta a tutti. A volte le cose però vanno fatte e noi dobbiamo rispettarle".

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