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Serie A Torino, Cairo: «La Juventus è grande, ma noi siamo da Europa»

Serie A Torino, Cairo: «La Juventus è grande, ma noi siamo da Europa»
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Il presidente: «Sarebbe bastata un po' di fortuna in più per potercela giocare con Milan e Inter. Belotti? Spero rimanga»

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sabato 6 maggio 2017 13:07

TORINO - Servirà un grande Torino nel derby. Urbano Cairo, presidente granata, spera però nell'impresa: "Non sarà facile - ha spiegato ai microfoni di "Italia Nel Pallone" su Rai Radio 2 - ma credo che faremo una grande partita. Quest'anno abbiamo fatto un buon campionato, abbiamo buttato via punti incredibili sbagliando anche rigori decisivi. Sarebbe bastato poco per avvicinarci all'Europa League e giocarcela fino alla fine con Milan e Inter. La squadra ha comunque il settimo miglior attacco della storia granata. Siamo noni, con qualche rimpianto". Il pensiero non può che andare anche al bomber Belotti, stasera il suo contributo sarà decisivo. Ma il futuro del Gallo? "Mi sono impegnato con lui firmando la clausola - ha dichiarato Cairo - se qualcuno dall’estero arriverà con 100 milioni sarò obbligato a venderlo, ma solo qualora lui volesse andarci, perciò direi che dipende da lui" ha dichiarato Cairo.

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SUPERGA E IL FUTURO GRANATA - Il presidente del Torino ha commentato così la rinascita dello storico stadio Filadelfia: "È un onore. L’abbiamo voluto tutti: tifosi, comune, regione, società. In quello stadio il Toro ha vinto 5 scudetti, è un patrimonio della storia granata". Sugli insulti alle vittime di Superga, invece, il patron ha fatto emergere rabbia e delusione: "Non voglio neanche commentarle queste cose. Preferisco i gesti di Buffon e Marchisio che sono ragazzi seri e perbene". Chiusura sul futuro e su qualche fantasia di mercato: "Abbiamo già un bel numero di giocatori, stiamo trattandone alcuni di valore assoluto. L’importante è riuscire a mantenere quello che abbiamo, Belotti incluso. Totti? Straordinario, ma il Torino ha intrapreso una politica totalmente diversa, non più calciatori importantissimi e con un nome, ma prevalentemente giovani, dal 93 in su, coi migliori anni davanti".

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