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Cairo: «Con Belotti, Niang e il nuovo Filadelfia è un Torino da Europa»

Cairo: «Con Belotti, Niang e il nuovo Filadelfia è un Torino da Europa»
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Il numero uno granata festeggia il suo dodicesimo anno di presidenza e fissa l'obiettivo stagionale: «Lo ha detto anche Mihajlovic, arriveremo in alto»

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sabato 2 settembre 2017 19:22

TORINO - Il nuovo Filadelfia, i 4 punti conquistati nelle prime due giornate di campionato e l'arrivo di Niang. C'è un grande entusiasmo in casa Torino in questo avvio di stagione, ma a rendere euforici i tifosi granata è stata soprattutto la conferma del 'Gallo' Belotti, autore tra l'altro di un gol da antologia in rovesciata contro il Sassuolo. «Non volevo cedere Belotti e non ho mai temuto - ha detto il presidente Urbano Cairo a RadioSportiva nel dodicesimo anniversario della sua presidenza -. Ora abbiamo un Torino da Europa e apprezzo la schiettezza di Mihajlovic che invece di nascondersi ha fissato l'obiettivo».

Il numero uno del Toro torna poi sul mercato: «A malincuore abbiamo dato via Benassi e Zappacosta: per quest'ultimo è arrivata un'offerta irrinunciabile e per Benassi invece è stata una questione di modulo e su quello che era più giusto per lui. L'offerta del Chelsea (per Zappacosta che è stato accolto tra l'altro con scetticismo dai tifosi dei 'Blues' londinesi, ndr) ci ha permesso però di essere più sereni per l'operazione di Niang, che ci costerà un totale di 15 milioni ed è la più costosa anche rispetto a quella di Ljaic che era da 8 milioni. Alla fine è il campo che dice. Ieri mi ha chiamato il mister per ringraziarmi della campagna acquisti effettuata».

ORGOGLIO FILA - Quanto a Belotti, «non ho mai avuto paura di perderlo - ha ribadito il presidente granata - La mia decisione era di tenerlo, se non fosse arrivato qualcuno a pagare la clausola, visto che nessuno si è avvicinato ero tranquillo: resta con noi per questo campionato e poi vedremo. Abbiamo tenuto lui e Ljiaic, Iago Falque e Baselli, abbiamo tenuto Barreca, Acquah anche se aveva tante offerte, lo stesso Obi. Avevamo un numero di inchieste incredibile, ma abbiamo tenuto praticamente tutti con inserimenti importanti. Ora tocca a noi dimostrare che possiamo ambire all'Europa. Non dobbiamo porci limiti».

Applausi poi a Mihajlovic, che «ha detto in maniera schietta e franca pubblicamente che l'obiettivo nei 2 anni era andare in Europa League e credo sia stato un bell'atto di coraggio poterlo dire». In dodici anni di presidenza, ha poi sottolineato Cairo, il punto di orgoglio è «il nuovo Filadelfia, non solo grazie a noi però, ma anche con l'aiuto e la volontà del Comune, della Regione e dell'appoggio dei tifosi: era un obiettivo silenzioso della mia presidenza».

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