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Serie A Pulici: «Torino? Non ha lo spirito dei miei tempi»

Serie A Pulici: «Torino? Non ha lo spirito dei miei tempi»
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L'indimentabile bomber granata: «Mazzarri-Mihajlovic? La risposta va ricercata nello spogliatoio, le situazioni maturano soprattutto all'interno di una squadra»

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lunedì 15 gennaio 2018 14:05

TORINO - "Mazzarri-Mihajlovic? La risposta va ricercata nello spogliatoio, le situazioni maturano soprattutto all'interno di una squadra. Mazzarri è tornato in Italia per riprendere il filo del discorso". Paolo Pulici, indimenticabile bomber del Torino con il primato di 172 gol realizzati, è stato ospite questa mattina della trasmissione “Pezzi da 90” condotta da Massimo Boccucci sull'emittente umbra Radio Onda Libera. Focus sui granata per Pulici: "Cairo è un grande imprenditore e sta gestendo la società nel modo migliore. E' chiaro che se c'è un giocatore forte, magari lo compra a poco e ha richieste con super offerte, lui lo vende. Poi però non è facile competere per raggiungere maggiori risultati sportivi. Il Toro di oggi ha lo stesso spirito dei miei tempi? Molto meno del passato, oggi incidono tanti fattori e il calcio è profondamente cambiato".

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IL CAMPIONATO - "Chi sta meglio tra Juve e Napoli alla sosta? Il Napoli gioca molto bene, riuscendo a mettere in pratica gli insegnamenti di Sarri che senza dover inventare nulla fa esprimere al meglio la squadra nel solco della tradizione del nostro calcio. La Juve resta più completa potendo contare anche su una panchina lunga, fatta di tutti potenziali titolari. Mercato? Sarri e Allegri sanno quello che possono fare per migliorare le rispettive squadre. Sicuramente possono accrescere il potenziale. Questo campionato non mi piace molto, ci sono troppi stranieri. Mancano i nostri talenti e la nostra scuola. Avevamo dei giocatori fortissimi in ogni ruolo e invece adesso siamo invasi dagli stranieri”.

CALCIOMERCATO

LE PUNTE - "Chi preferisco tra Icardi, Higuain e Dybala? Hanno caratteristiche diverse tra loro. Sono tre argentini di qualità, ma avrei preferito vedere i nostri giocatori tra i migliori del campionato. Immobile o Belotti? Due modi diversi di intendere il ruolo. Sanno fare entrambi la differenza, ricordando che gli attaccanti devono sempre ringraziare la squadra che li mette in condizione di segnare. E' stato così pure per me".


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