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Torino, Cairo: "Cristiano Ronaldo una spinta. La Juve fattura troppo di più"

Così il numero uno granata: "Per le società potenti è più facile fare mercato. No alla Superchampions! Verdi un regalo da 22 milioni, neanche a mia moglie... Contento di Mazzarri"

TRENTO - "Se a volte sento il peso della memoria del Toro? Paragonarsi al Grande Torino è impossibile e inarrivabile. Quest'anno alla ricorrenza dei 70 anni di Superga ho rivisto le formazioni vincenti di quegli anni. Non cambiavano quasi mai, tenevano tutti i giocatori aggiungendone un paio all'anno. In quell'occasione mi sono detto che anche io devo fare la stessa cosa. Mi hanno dato un'ispirazione. E così quest'anno ho tenuto tutti". Così il presidente del Torino Urbano Cairo nel corso del suo intervento al Festival dello Sport di Trento. "Avendo giocato un anno insieme, la squadra vale di più dal punto di vista del gioco, dello stare insieme. Speriamo di giocare dei campionati di livello e di ottenere dei risultati", ha spiegato il patron granata.

Torino, Cairo: "La Juve fattura 5-6 volte più di noi"

"Il mondo del calcio è cambiato con l'avvento dei diritti tv. Il Toro fattura 80 milioni di euro quando non vende giocatori, la Juventus ne fattura 450. Noi dobbiamo cercare di crescere passo dopo passo, cercando di costruire la miglior squadra possibile", ha aggiunto Urbano Cairo. "Quando nei fatturati il rapporto con le grandi è di uno a cinque, uno a sei, per fare le stesse cose devi essere molto più bravo. Quelle sono squadre che hanno la possibilità di attrarre i migliori talenti calcistici e dirigenti. La competizione è complicata", ha proseguito. "Lo scorso anno siamo riusciti ad arrivare settimi, il nostro obiettivo è certamente è fare meglio, con un allenatore bravissimo come Mazzarri. Perché non abbiamo preso un grande giocatore quando siamo andati in Europa League? L'obiettivo era quello di tenere tutti e di prendere un giocatore e quello era Simone Verdi", ha chiarito Cairo.

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Torino, Cairo: "Verdi, un regalo per l'Europa da 22 milioni"

Ancora su Verdi: "Perché non lo abbiamo preso prima? L'ho chiesto al Napoli tramite Branchini e poi direttamente a De Laurentiis. Una mossa sbagliata, perché così rischiavo di pagare di più, soprattutto trattandosi di De Laurentiis... Ci dissero - ha aggiunto - che non lo vendevano finché non prendevano sostituto. A quel punto abbiamo cercato alternative, ma con giocatori all'estero si potevano avere difficoltà. Verdi lo abbiamo preso all'ultimo giorno di mercato, negli ultimi cinque minuti. Ora ha bisogno di tempo per mettersi in forma. Per il regalo per l'Europa ho speso 22 milioni, nemmeno a mia moglie ho fatto un regalo così bello...", ha scherzato il numero del Toro che poi ha sottolineato i punti di forza della sua gestione: "Oggi abbiamo un Toro settimo, un settore giovanile che vince, e tutti i giocatori sono di nostra proprietà".

Torino, Cairo: "Superchampions? È assurdo!"

"Si deve andare verso una direzione di maggiore competitività. Se dobbiamo stimolarla è assurdo pensare a una Superchampions dove chi partecipa non sono squadre che meritano di andare per quello che è stato il valore del campionato, ma addirittura squadre invitate. Così si farebbe più un calcio per pochi, si andrebbe a discapito del merito". Lo ha detto Urbano Cairo. "Se un'Atalanta arriva terza è giusto che vada in Champions, non che vada una squadra per diritto. E non è pensabile giocare il campionato di martedi e mercoledì per giocare la Superchampions la domenica", ha spiegato il patron granata.

Torino, Cairo: "Cristiano Ronaldo una spinta per la Serie A"

"La ricetta che propongo? Una suddivisione dei ricavi televisivi più equilibrata. E poi il vero tema è cercare di aumentare i ricavi, per poter competere con campionati come la Premier League che ormai è distante da noi e ricava tre volte più del nostro campionato", ha aggiunto Cairo. "Dieci anni fa il calcio italiano era in posizione d'eccellenza, oggi la Liga ci ha superato perché sono stato capaci di vendere il loro calcio in tutto il mondo. L'arrivo di Ronaldo - ha sottolineato il numero uno del Torino - è sicuramente una spinta, ma si deve fare molto di più, organizzarci meglio, contattare tutte le tv e far valere il nostro prodotto".

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