Verona, Juric: "Lazio da Champions, sarà dura per noi"

Il tecnico gialloblù: "Il mio obiettivo è sempre fare il risultato pure se la salvezza è stata raggiunta"
Verona, Juric: "Lazio da Champions, sarà dura per noi"© Getty Images

VERONA - Ecco le dichiarazioni rilasciate da Juric a ridosso della sfida casalinga con la Lazio prima di un finale d'anno in cui i suoi non hanno nulla da chiedere alla classifica.

Uomini in più, tattica, testa

"Siamo felici d'aver raggiunto la salvezza con nove giornate di anticipo: è un risultato straordinario. La Lazio arriva da tre vittorie consecutive ed è pienamente in corsa per un posto in Champions e sarà dura noi però siamo molto motivati e vogliamo fare una grande prestazione. Günter sarà a disposizione, ma non partirà dall'inizio, Kalini? in questa settimana ha mostrato dei miglioramenti importanti, Colley ci sarà, Ceccherini oggi si è allenato regolarmente, Magnani è a posto. Contro il Cagliari per lunghi tratti abbiamo fatto bene a livello difensivo, per domani deciderò come vorremo attaccare, se partendo da dietro o più avanti. A parte Günter possono giocare tutti. All'Olimpico per lunghi tratti abbiamo visto un Hellas applicato e forte mentalmente, disposto a tutto pur di fare risultato; è stata una grande partita non solo per il gioco, ma anche proprio per l'applicazione dei ragazzi.

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Bilanci, leadership, autocritica

Queste due salvezze sono stati due grandi risultati per noi e c'è grande soddisfazione per come li abbiamo ottenuti: gioco espresso e crescita che hanno avuto i nostri giocatori; sono arrivate in maniera differente l'una dall'altra ma sono state entrambe soddisfacenti, ma questa stagione è stata migliore della scorsa. Sono due salvezze che metto alla pari con la promozione in Serie A conquistata con il Crotone: l'anno scorso è stato molto bello, questo lo è stato ancora di più anche se più sofferto, un anno in cui ho speso tante energie. Sono migliorato nel self control, che ho però perso nelle ultimissime partite, dove è riemerso un eccesso di impulsività: devo migliorare nell'autocontrollo. Io sono molto critico ma altrettanto autocritico, perché è l'unico modo di migliorare: se non impari dagli errori, non cresci e quest'anno credo di aver fatto un salto di qualità rispetto allo scorso, rivedendo alcuni nostri principi per adattarli alle caratteristiche della squadra. Veloso è un giocatore vero, che ha dimostrato di poter giocare ad alti livelli, interpreta bene tante situazioni e migliora il nostro gioco in entrambe le fasi: sin dall'inizio ha avuto un impatto positivo sul nostro club. È un vero capitano, che ha trasmesso la mia mentalità al resto dello spogliatoio: io di quello quasi non mi occupo, perché ci sono giocatori come lui che sanno farlo ottimamente e che qui mi hanno dato una grande mano. Ci sono state alcune partite, anche in trasferta come Bergamo, Roma contro la Lazio, in casa contro il Napoli, in cui abbiamo vinto e mi sarebbe piaciuto festeggiare con i nostri tifosi: siamo una squadra che coinvolge il pubblico e che trasmette adrenalina e io stesso la provo quando rivedo le nostre partite. Per i giocatori sentire la spinta del pubblico è sempre un grande stimolo: mi dispiace molto che quest'anno il nostro tifo non ci sia potuto essere.

Finale di stagione fra idee e futuro

Non mi sembra che Barak sia sottovalutato né da parte nostra, né dei giornali: abbiamo puntato su di lui dall'inizio e ci ha messo davvero poco a diventare un 'mio uomo'. Basta uno sguardo e capisce subito cosa deve fare: con lui abbiamo fatto anche un lavoro specifico e ha certamente alzato il suo livello; mi sembra un giocatore molto apprezzato, sia da noi che da chi lo vede dall'esterno. Nelle ultime partite giocherà sempre chi starà meglio: conosco le qualità dei ragazzi e non ho bisogno di provarli: il mio obiettivo è sempre fare il risultato. Contro il Cagliari ho avuto le risposte che mi aspettavo: è stata una gara interpretata molto bene per concentrazione e per gioco contro una squadra alla ricerca della salvezza ma con giocatori fortissimi. Sono arrivate grandi risposte sia di gruppo che individuali, anche da chi è entrato nella ripresa. Nei festeggiamenti per i gol e per la vittoria finale si vedeva la tensione che c'era, una tensione positiva che serve ad una squadra per ottenere risultati".

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