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Scommesse, terremoto in B e Lega Pro: Catania e Teramo a rischio

Scommesse, terremoto in B e Lega Pro:  Catania e Teramo a rischio
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Sono oltre 100 i deferimenti notificati dalla Procura Federale. I due club potrebbero pagare con la retrocessione

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di Xavier Jacobelli

mercoledì 22 luglio 2015 20:51

ROMA - Terremoto in serie B e in Lega Pro. Sono oltre 100 i deferimenti che la Procura Federale ha notificato in seguito alle inchieste di Catanzaro e Catania, 40 le partite sotto indagine, 36 le società coinvolte (7 per responsabilità diretta, il che significa retrocessione diretta in caso di condanna), pesantissimi i reati ipotizzati (illecito sportivo, associazione finalizzata all’illecito e divieto di scommesse). Il processo di primo grado verrà celebrato entro Ferragosto, l’appello si terrà entro la fine di agosto.

SERIE B - In serie B, la giustizia sportiva processerà l’ex presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, l’ex amministratore delegato Pablo Cosentino, l’ex direttore sportivo Daniele Delli Carri, il procuratore Fernando Arbotti, il dirigente Piero Di Luzio e Gianluca Impellizzeri: questi, secondo l’accusa finanziava l’acquisto dei giocatori corrotti, recuperando il denaro delle scommesse sicure. Le gare incriminate e per le quali la Procura ipotizza la responsabilità diretta del Catania, sono quelle contro Avellino, Varese, Trapani, Latina, Ternana e Livorno. Sinora, nessun giocatore delle sei squadre rivali del Catania figura fra gli indagati, ma l’inchiesta della magistratura ordinaria è tuttora in corso e gli sviluppi potrebbero essere ancora più gravi. A nessuna delle società avversarie del Catania è stata contestata la responsabilità oggettiva. Per il Catania si profila la retrocessione in Lega Pro e rischia moltissimo anche il Teramo, neopromosso in B, coinvolto nell’inchiesta Dirty Soccer di Catanzaro.

LEGA PRO - In Lega Pro, le conseguenze del capitolo calabrese saranno devastanti: 31 gare nel mirino, 32 società coinvolte. Oltre al Teramo, accusate di responsabilità diretta sono Savona, Vigor Lamezia, Torres, Barletta e Brindisi; la Vigor Lamezia addirittura è accusata di doppia responsabilità diretta. L’Aquila è accusata 20 volte di responsabilità oggettiva.

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