Pagina 2 | Avellino, finisce la favola con Ballardini: "Voglio tornare ad allenare in Serie A"
Ballardini e la Serie A con l'Avellino: "No, ora la società deve pensare a come migliorare il tutto"
Ballardini, ripercorrendo la sua avventura biancoverde, ha proseguito: "Il momento più difficile e stimolante è stato dopo la partita con il Venezia, perché non era la nostra idea di calcio, perché avevamo un'idea diversa da come ci proponevamo. Avevamo l'idea di cambiare, ma c'ha dato la spinta per dire: facciamo ciò che abbiamo nella nostra testa. È stato l'inizio. Poi, dopo, ero molto concentrato sui playoff, perché con questo ambiente e questo amore attorno non ero convinto che si potesse fare un grandissimo percorso. Ma ero certo che ce la potessimo giocare, perché noi a Catanzaro nel primo tempo meritavamo di essere in vantaggio. Poi nel secondo tempo, abbiamo avuto situazioni per pareggiare la partita sull'1-0, ma c'era sicuramente la convinzione di poter far bene. Son rimasto così perché volevamo andare avanti nel nostro percorso. La Serie A con l'Avellino? No, perché noi abbiamo detto chiaramente quello che è il nostro pensiero e la società deve focalizzarsi su quello che è il percorso della società. La società in questo momento ha il dovere di pensare a come migliorare il tutto".
Ballardini e l'aspetto economico: "Non se n'è parlato"
Di aspetti economici, con l'Avellino, non si è parlato in vista della prossima stagione. Parola di Ballardini: "Non ne abbiamo proprio parlato, proprio niente. Ho fermato subito il presidente e il figlio Giovanni a cena. È stato molto difficile dir loro: in questo momento, io e i miei collaboratori, abbiamo il desiderio e l'ambizione di andare in Serie A. Ma non si è parlato assolutamente di aspetto economico. Garanzie sulle strutture? I primi a voler migliorare sono proprio il presidente e il figlio Giovanni, nessuno ci tiene più di loro. Sono certo che sarà così. Un progetto stile Venezia? Ma la società non ha un progetto Venezia in testa, magari ha un progetto Juve, Real Madrid... Non è questo, ma dieci giorni fa ci siamo visti per fare una prima analisi della squadra e sul cosa si può fare per allenarsi meglio, dando più servizi ai giocatori, ma poi c'erano i playoff da giocare. Ma la società ha in mente di diventare la società più efficiente possibile".
Ballardini: "L'Avellino voleva andare in Serie A anche quest'anno"
Ballardini, riavvolgendo il nastro, ha poi concluso: "Quale partita cambierei? Quelle dove non abbiamo avuto un bell'atteggiamento, come a Genova con la Sampdoria. Puoi perdere ma devi dimostrare di sapertela giocare. A Empoli, non mi piace vedere una squadra meno motivata di un avversario. Perdi, ma te la giochi diversamente. Il primo tempo di Mantova, però lì c'è stata una reazione, mentre a Genova e ad Empoli non c'è stata. Una cosa che non mi è piaciuta di Avellino? Faccio fatica a trovarla, se poi mi verrà in mente la dirò all'ufficio stampa... Per il resto, l'Avellino voleva andare in Serie A anche quest'anno, ma prima bisogna strutturarsi, perché non è facile restare a questo livello e si passa innanzitutto dal consolidamento della categoria".