Mignani insegue Conte: stesso Bari senza limiti

L’allenatore brucia le tappe con spettacolo e gol. Galletti mai sconfitti come il Napoli di Spalletti: l’imbattibilità alla settima li ha sempre condotti in Serie A
Mignani insegue Conte: stesso Bari senza limiti© LaPresse
4 min
Tullio Calzone

Un Bari da far stropicciare gli occhi! Non solo quelli del presidente Luigi De Laurentiis che tanto incredulo proprio non è. Non fosse altro per aver, con pazienza e lungimiranza, costruito la prospettiva degli attuali successi che vedono la squadra di Michele Mignani, uno dei tecnici debuttanti nella categoria, imbattuta e degna erede delle stagioni migliori in Serie B dei Galletti. Le prodezze di Walid Cheddira, il nazionale marocchino capocannoniere del torneo, hanno fatto sì che Antenucci e compagni non abbiano mai perso nelle prime 7 giornate proprio come il Napoli di Luciano Spalletti e l’Atalanta di Gian Piero Gasperini al primo posto a braccetto in A, mentre in terza serie sono Novara, Arzignano, Siena, Gubbio, Catanzaro e Crotone a mantenere inviolato il quadrante delle sconfitte in classifica. E questa condizione apre già a una prospettiva positiva. Quando il Bari è arrivato imbattuto alla 7ª giornata ha sempre centrato la serie A. Soltanto altri 4 colleghi, infatti, nel passato sono riusciti a completare le prime 7 partite alla guida del Bari senza subire sconfitte e sono stati poi promossi: nel 1931 Janos Hajdu; nel 1933/34 con Tony Gargnelli, nel 1988/89 Gaetano Salvemini; Giuseppe Materazzi firmò la promozione del 1993/94; mentre il 2008/09 è l’anno della spettacolare cavalcata di Antonio Conte.

Il Bari asfalta il Brescia

Questione di gol

A proposito di risultati positivi, questo Bari sta entrando nella storia del club, avendo conquistato 4 successi e 3 pari, per complessivi 15 punti. Solo altre 2 volte, infatti, i Galletti hanno saputo ottenere più punti dopo le prime 7 giornate di B. Il rendimento-record risale al 1930/31 quando, con Hajdu in panchina, arrivarono 5 vittorie e 2 pari che oggi, con i 3 punti, equivarrebbero a 17. A quota 16, al 2º posto, troviamo Stanislao Klein che nel 1941/42 seppe conquistare 5 successi e un pari con un ko. Alla pari di Mignani, a quota 15, sul terzo gradino di questo speciale podio ci sono Bruno Bolchi e Giuseppe Materazzi. Per l’indimenticabile Maciste (ricordato anche dai tifosi al San Nicola contro il Brescia con un commovente striscione) 5 vittorie e 2 ko nel 1984/85 mentre Materazzi nel 1993/94 aveva gli stessi numeri di oggi con 4 successi e 3 pareggi. Con 16 gol l’attacco del Bari attuale, invece, occupa il primo posto della classifica. Solo una volta, infatti, i pugliesi sono riusciti ad andare a bersaglio tante volte dopo i primi 630’ in cadetteria e il record risale al lontano 1929/30. A quota 15 sono arrivati gli attaccanti del Bari-1993/94. Il 6-2 al Brescia è stata una vittoria tennistica che il popolo biancorosso non vedeva da più di 5 anni, dall’identico 6-2 che quel Bari il 12 marzo 2016 rifilò alla Pro Vercelli con i colpi di Defendi, Maniero, Sansone, Dezi e una doppietta di Rosina. Per gli ospiti Emmanuello ed un rigore di Beretta. In seguito ricordiamo le cinquine al Rieti, in C, ed all’Igea, in D.

Effetto astronave

Insomma numeri da vera capolista. E non solo in campo. Anche sugli spalti. Dove non c’è da condividere niente con nessuno. Infatti, nelle prime tre giornate giocate all’Astronave si è passati dal record del match con il Palermo (35.377 spettatori) al pienone fatto registrare in occasione della straripante vittoria contro il Brescia (23.936). Ma anche nell’incrocio contro la Spal, incastonato tra i due match clou, il popolo barese ha risposto alla grande sfiorando il muro delle 20 mila presenze (18.103). Sono stati complessivamente 77.416 i tifosi al San Nicola, con una media di 25.805 contro gli 84.467 del Palermo in 4 partite, però, al “Barbera”: 21.835 col Perugia, 22.163 con l’Ascoli, 23.643 con il Genoa e 16.726 sabato col SudTirol. Insomma, anche da questo punto di vista tutto va in un’unica direzione sulla strada della A. E non basterà lo scoglio della multiproprietà a frenare l’istinto di gloria che accomuna Aurelio e Luigi De Laurentiis. Mai come stavolta ostinati ad arrivare sino in fondo. Il vento del Sud si è alzato, Napoli e Bari sono pronti a cavalcarlo!

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