Debutta Cannavaro contro l’Ascoli: "Benevento, riparti"

Il nuovo allenatore fa il suo esordio in Italia. Davanti a 8mila tifosi vuole fare il regalo di compleanno al presidente Vigorito: "Giochiamo uniti e da squadra"
Debutta Cannavaro contro l’Ascoli: "Benevento, riparti"© LAPRESSE
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Franco Santo
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BENEVENTO - Le emozioni non conoscono ragioni. Lo sa bene Fabio Cannavaro, che chiude dietro di sé i bauli ricolmi di gloria e si tuffa in un'avventura inedita che segna un nuovo inizio. Lui in Italia non ha mai allenato, men che meno in una B che sfugge a ogni pronostico. Prende una squadra in corsa e prova a rendere concrete le ambizioni del suo nuovo presidente, a cui oggi farebbe volentieri un regalo di compleanno. Grazie alla sosta ha lavorato sul “suo” Benevento per due settimane, l’ha trovato un po’ giù di morale e con qualche elemento fuori condizione. Ma c’è l’Ascoli e l’ex campione del mondo proverà subito a infiocchettare un gentile cadeau per Vigorito e per gli 8 mila tifosi.

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Tanto lavoro

«Abbiamo lavorato molto - esordisce il tecnico - ho provato a non riempire di nuove nozioni la testa dei calciatori. Non è facile, alla fine non ce l’ho fatta del tutto, ma ho cercato prima di ogni cosa di creare un ambiente sereno». Di formazione se ne parlerà prima della partita: «Non mi piace darla prima, in genere cerco di mischiare ogni giorno le cose. Qui ci sarà bisogno di tutti. Non dico niente di nuovo: c’è qualche giocatore fuori forma, qualcuno che deve abituarsi ai miei metodi. Ma ci sono anche 5 sostituzioni». Ha catechizzato i suoi, chiedendo loro di dare tutto quello che hanno: «Anche chi non è al meglio, può giocare una sessantina di minuti alla grande. Schiattarella? Anche se è un giocatore di esperienza, fa parte di un gruppo che va gestito in maniera particolare da qui a un mese. Non posso risolvere i problemi in una settimana, non ho la bacchetta magica».

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Modulo

Poi spiega: «Abbiamo provato sia il 3-5-2 che il 4-3-3. Per altro questo è un sistema di gioco che i ragazzi conoscono, alla difesa a tre sono passati per una questione di sicurezza. A me piace che la squadra sappia attaccare, che occupi l’area con tanti uomini e che si prenda qualche rischio. La scelta dei due attaccanti dipende dalla situazione: davanti devono fare tutti movimento e giocare con i compagni». Probabile che al fianco di Forte vada una punta di movimento, Farias o Ciano. Non Simy.

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L'Ascoli

L’avversario se l’è studiato bene, non ha lasciato nulla al caso. Tra l’altro ha potuto utilizzare Paolo come “testa di ponte” nella conoscenza di Christian Bucchi con cui suo fratello ha lavorato a Sassuolo: «Abbiamo visto tanto dell’Ascoli. Forse cambierà sistema di gioco, ma le caratteristiche degli uomini restano quelle. Sono bravi a chiudere gli spazi, ad aggredire. Come ogni squadra ha i suoi pro e contro e noi su questi dovremo lavorare. Dobbiamo essere squadra» dice Cannavaro che si è subito calato nell’ambiente e gli è piaciuto. Oggi troverà oltre 8 mila spettatori al Vigorito: «L’accoglienza mi è piaciuta tantissimo, anche l’entusiasmo. Non amo l’euforia: so che il mio arrivo è qualcosa di bello, ma non vuol dire che domani saremo in A. Mai staccarsi dalla realtà: questa squadra ha avuto difficoltà, dobbiamo essere bravi a pensare a una partita alla volta. L’entusiasmo non deve diventare pressione, ma uno stimolo per fare bene».


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