Pavoletti, intervista esclusiva: “Cagliari, ti prometto che sarò ancora Pavoloso”

Dopo la retrocessione ha scelto di non andare via. Ora ha la fascia: "Io lotto  e non mollo. Avvio non brillante? Con una vittoria ripartiremo. Riva è un faro per noi"
Pavoletti, intervista esclusiva: “Cagliari, ti prometto che sarò ancora Pavoloso”© L.Canu / Ciamillo
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Giuseppe Amisani
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Guiderà il Cagliari prima mercoledì al cinema per condividere con tutti i rossoblù il film su Gigi Riva e poi, carico anche grazie al Mito, domenica pomeriggio a Frosinone per cercare di invertire il campionato. Perché ha tanta voglia di ridiventare Pavoloso. Leonardo Pavoletti ha vissuto in avvio di campionato amaro. Ma è il momento di reagire e da buon capitano, investito dei gradi anche due giorni fa dall’ex Nainggolan, il livornese è pronto a fare la sua parte. Si aspettava un divario così grande con l’attuale capolista? «Il Frosinone è una certezza, sta facendo bene e i numero parlano da soli. Soprattutto in casa, è forte: dovremmo essere bravi a giocare alla pari contro una squadra che punta alla A».

Che partita si aspetta?
«Loro proveranno a fare la gara e potrebbero liberare spazi che dovremo sfruttare. In tante occasioni, siamo cascati nel tranello della Serie B: ci aspettavano e ripartivano sfruttando il minimo errore. Stavolta sarà diverso».

Nainggolan ha aperto uno spiraglio al ritorno e ha indicato lei come leader naturale del gruppo.
«Mi fa piacere sentir dire da lui queste cose, è un amico. È molto legato al Cagliari e ha lasciato la porticina aperta come tutti quelli che qui sono stati bene. Ma parlare ora di un suo ritorno non sarebbe rispettoso per i miei compagni. Si vedrà in futuro».

Da un ex di lusso al mito Riva. Lei ha visto il documentario-film su Rombo di Tuono e lo ha consigliato ai compagni. Sarà un buon modo per caricarvi?
«Tutti conosciamo le gesta di Riva in campo ma è stato bello vedere la sua carriera legata alla cultura sarda in un periodo storico particolare. Vedere il film insieme ci potrà dare molte sensazioni positive e la consapevolezza di quei principi ai quali i sardi tengono molto. Una spinta ulteriore per chi indossa questa maglia. Finora non ho ancora avuto la fortuna di incontrarlo, ma forse è ancora più bello che una leggenda come lui resti così sfuggente».

A proposito di attaccanti, dove è finito il Pavoletti capace, nelle prime due stagioni sarde, si arrivare in doppia cifra?
«Se avessi la bacchetta magica tutto sarebbe più semplice per me e per la squadra. Io credo nella cultura del lavoro. Prima pensavo solo a me stesso e a segnare, ora ho una visione più ampia. Soffro per i pochi gol ma se ho giocato meno, forse sbaglio io qualcosa. Ma non mollo e sono certo che prestazioni e risultati arriveranno presto. E che Pavoloso prima o poi ritornerà».

Più favorito o disturbato dalla concorrenza con Lapadula?
«Quando ti giochi il posto capita la rivalità che a volte sfocia in poco feeling ma con Gianluca è l’esatto contrario. Il rapporto è ottimo e questo non può che essere positivo. Io credo si possa giocare anche insieme e quando capiterà, avere accanto una persona con cui c’è un buon rapporto farà funzionare tutto meglio. Ovviamente è la visione da giocatore, poi il tecnico sceglie in base alle esigenze della squadra».

Tra i compiti da capitano c’è anche consolare i compagni che sbagliano. Cosa ha detto ad Altare?
«È tornato più carico di prima. Gli ho spiegato che tutti possono sbagliare e che tante volte ci ha protetto le spalle. Lui è onesto e generoso, pronto a gettarsi nel fuoco per un compagno; ha margini per migliorare e gli errori, presi nel modo giusto, ti fanno crescere. Potrà capitargli di sbagliare ancora e ogni volta sarà benzina per poi divorare gli avversari nelle gare successive».

Si è mai chiesto: “chi me lo ha fatto fare a restare qui”?
«Ormai fatico a pensarmi altrove. È vero, il calcio è il mio lavoro e in futuro non si può mai sapere ma restare a Cagliari è stato automatico. Non avrei mai abbandonato la barca che affondava. Certo, speravo in un contributo maggiore ma arriveranno gol e prestazioni perché le cose inizieranno a girarci a favore. Basterà un successo convincente per cambiare tutto in meglio».

Magari a Frosinone?
«Chissà…».


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