Crotone, calciatori aggrediti. La società: "Piena solidarietà"

Nella serata di martedì alcuni "tifosi" hanno avvicinato minacciosamente i giocatori rossoblù, "rei" di essersi concessi un momento di svago ad una festa dopo la retrocessione in serie C
Crotone, calciatori aggrediti. La società: "Piena solidarietà"© LAPRESSE
TagsCrotoneAggressione

CROTONE - "Il Presidente Gianni Vrenna e tutto il Football Club Crotone, a seguito dell’episodio sgradevole di cui sono state vittime alcuni tesserati nella serata di martedì, esprimono la più ferma condanna verso la violenza in tutte le sue declinazioni e la piena solidarietà verso i ragazzi coinvolti". Questa la risposta della società rossoblù ai gravi fatti avvenuti nella città calabrese, dove nella serata di martedì (in occasione di una festa patronale) alcuni calciatori del club pitagorico sono stati aggrediti da alcuni pseudo-tifosi, che non hanno evidentemente "gradito" l'atteggiamento festoso dopo la retrocessione in serie C. Ad unirsi alla condanna dell'accaduto è il sindaco della città calabrese: "Esprimo ferma condanna per l'aggressione subita da alcuni giocatori del Crotone Calcio - afferma il primo cittadino Vincenzo Voce  - Si tratta di un episodio riprovevole. Piena solidarietà e vicinanza ai giocatori, alle loro famiglie, alla società . Conoscono l'affetto che la città  ha nei loro confronti, che non può essere messo in discussione dalla inciviltà di pochi". Il Crotone è appeno tornato in Serie C dopo 13 anni, con una doppia retrocessione che l'ha portato in due stagioni dalla Serie A alla C".

Il Crotone retrocede in serie C

Venuti dopo gli insulti: "Per stare sui social ci vorrebbe una patente"

Crotone, Mogos dopo l'aggressione: "Pensate davvero di essere tifosi?"

E' proprio agli aggressori che si rivolge sui social Vasile Mogos, difensore rumeno 29enne della squadra: "Volevo semplicemente dire due parole alle persone che ci hanno aggredito mentre eravamo alle giostre ieri sera: ma voi veramente pensate di essere tifosi? Pensavate veramente che dopo un anno chiusi in casa, adesso che è finito il campionato, con la festa in paese, i calciatori e le proprie famiglie debbano stare in casaper fare la vostra felicità?Felicità di cosa e per chi? Quando si retrocede - continua Mogos -, vuol dire sofferenza per tutti, si può arrivare ad aggredire fisicamente i calciatori? Si può arrivare ad usare violenza in un posto con bambini e genitori? È così che funziona? Per fortuna questo posto è fatto di belle, bellissime persone, che ho avuto la fortuna di conoscere, persone che non si meritano questo come non ce lo meritiamo noi che siamo come tutti, ma voi, che non so se definire persone, voi mi fate schifo".

Corriere dello Sport - Stadio

Abbonati all'edizione digitale del Corriere dello Sport!

Scegli l'abbonamento su misura per te

Sempre con te, come vuoi

Edizione digitale
Edizione digitale

Commenti