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Verona in Serie A, il ds D'Amico: "Panchina a Juric? Per ora godiamoci la festa"

Il dirigente: "Aglietti è intervenuto pesantemente a livello mentale, le scorie della retrocessione c'erano ed è servito tempo"

VERONA - Ancora frastornato dalla contentezza dopo la grande rimonta contro il Cittadella, che ha consegnato al Verona la promozione in serie A dopo un solo anno di purgatorio in cadetteria, il direttore sportivo degli scaligeri Tony D'Amico ha concesso un'intervista a Sky Sport: "Quando si arriva da una retrocessione non è mai semplice risalire, ma le ambizioni erano alte dopo gli investimenti del presidente. Siamo partiti con una squadra completamente nuova e sapevamo che avremmo avuto bisogno di tempo, ma tanti episodi non ci hanno aiutato. Le scorie della retrocessione c'erano ed è stato necessario molto tempo". Da sottolineare il contibuto apportato da Alfredo Aglietti: "L'aspetto mentale è la componente più importante, il mister è arrivato a due giornate dalla fine e l'aspetto psicologico è quello in cui è intervenuto in modo più pesante".

L'arma segreta del Verona è stato Di Carmine, in ombra per tutta la stagione salvo tornare alla ribalta a suon di gol in primavera: "Samu nella parte finale ha dato una grande mano, all'inizio ha saltato parte del ritiro e questo ha inciso sul rendimento iniziale. Tutti i membri della rosa però hanno dato una grossa mano". Il principale indiziato alla panchina dei gialloblu è Ivan Juric: "Per oggi godiamoci la festa, se lo merita la città, mister Aglietti e se lo merita il presidente Setti. La nostra è una società forte, che merita rispetto e che commette errori, ma che porta a casa i risultati. Ci prendiamo qualche giorno di riflessione e poi faremo le nostre valutazioni per scegliere la strada giusta per il Verona".

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