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Hector, il terzino sinistro della Germania di Löw

Ha ventiquattro anni e gioca nel Colonia, che ha lanciato in passato campioni come Schuster, Littbarski e Schumacher. Interessa al Bayern Monaco, allo Schalke 04 e al Borussia Dortmund. E’ in lizza con Erik Durm per il ruolo di titolare nella nazionale tedesca.

 Stefano Chioffi

mercoledì 15 aprile 2015 17:40

ROMA - Joachim Löw guadagna quasi trentamila euro al mese, è stato premiato dalla Fifa come migliore allenatore del 2014 e alla metà di marzo ha annunciato su Twitter di aver rinnovato il contratto con la federazione tedesca fino al 2018. Rimarrà almeno per dodici anni sulla panchina della Germania: un’avventura cominciata nel 2006 dopo le dimissioni di Jürgen Klinsmann e un biennio da vice ct. Solo Sepp Herberger (campione del mondo in Svizzera nel 1954) e il suo successore Helmut Schön hanno guidato più a lungo la nazionale: il primo rimase in carica dal 1936 al 1964, mentre il secondo restò in sella per quattordici anni, fino al 1978, vincendo il mondiale nel 1974. Löw ha lavorato anche in Turchia (Fenerbahçe) e in Austria (Tirol Innsbruck e Austria Vienna) prima di essere assunto dalla Deutscher Fussball-Bund e di diventare il quarto ct campione del mondo dopo Franz Beckenbauer nel 1990.

 

LA STRUTTURA - Il rilancio in grande stile della Germania trova le sue radici nei settori giovanili: la federazione, dall’inizio del 2000, ha creato 366 centri di formazione. I club, nel pieno rispetto degli accordi, hanno investito sui vivai 681 milioni di euro in dieci anni, tra il 2001 e il 2011. E’ aumentata progressivamente nelle rose la percentuale di presenza dei giocatori tedeschi (52,7%) e si è abbassata anche l’età media di ogni club (24,8). Una trasformazione che ha favorito la crescita del calcio tedesco e della nazionale di Löw, entrato nei pensieri degli sceicchi del Manchester City, alla ricerca di un tecnico in grado di sostituire Manuel Pellegrini al termine della stagione. Un sogno, quello legato a Löw, che è già svanito.

 

GLI ESAMI - Il ct ha già cominciato a progettare la nazionale in vista dell’Europeo del 2016 in Francia. Un ricambio generazionale agevolato dalla grande qualità garantita dalla Bundesliga. In Brasile, Löw aveva vinto il Mondiale puntando sul 4-2-3-1. Müller, Kroos e Özil alle spalle di Klose. Una formula che aveva funzionato anche grazie agli equilibri della difesa. L’idea di Löw era stata quella di schierare sulle fasce a volte due centrali come Mustafi (ex Sampdoria, ora al Valencia) a destra e Höwedes a sinistra, avanzando Lahm a centrocampo, accanto a Schweinsteiger. 

 

I TERZINI - ll nuovo corso del ct, affascinato dalla possibilità di regalare alla Germania il quarto titolo europeo, è partito da una priorità: quella di trovare due terzini. Lahm ha lasciato la maglia della nazionale dopo il trionfo in Brasile e adesso Löw sta provando sulla fascia destra Sebastian Rudy, classe 1990, ventiquattro presenze e quattro gol con la maglia dell’Hoffenheim. L’altra novità riguarda la corsia di sinistra, considerando che Höwedes è tornato a fare il centrale a tempo pieno. E le luci si sono accese intorno a Jonas Hector, ventiquattro anni, migliore laterale mancino della Bundesliga in base al rendimento. Gioca nel Colonia, promosso nella scorsa estate e ora a un passo dalla salvezza (33 punti in 28 giornate, decimo posto in classifica). 

 

L’INSERIMENTO - Progressione, resistenza, buona tecnica, personalità, muscoli, attenzione in marcatura. Ventotto partite in Bundesliga e due gol (all’Eintracht Francoforte e all’Hoffenheim): Hector è ormai entrato nel gruppo di Löw, che lo ha fatto debuttare nella Germania il 14 novembre del 2014 in occasione del successo per 4-0 contro Gibilterra. E’ un terzino, ma ha le qualità per redersi utile - in caso di emergenza - anche a centrocampo, nel ruolo di mediano. Ha un contratto fino al 30 giugno del 2018 e sarà uno dei protagonisti del prossimo mercato. Il Bayern Monaco, lo Schalke e il Borussia Dortmund hanno già bussato alla porta del Colonia, che ha vinto la Bundesliga per l’ultima volta nel 1978 e ha lanciato tanti giocatori di valore: da Karl-Heinz Schnellinger a Wolfgang Overath, da Bernd Schuster e Harald Schumacher a Pierre Littbarski, da Thomas Hässler e Dieter Müller a Lukas Podolski. Il Colonia è stato semifinalista in Coppa dei Campioni nel 1979 (fu eliminato dal Nottingham Forest di Brian Clough, che avrebbe poi conquistato il trofeo contro il Malmö) e finalista nel 1986 in Coppa Uefa (ko con il Real Madrid).

 

IL DUELLO CON DURM - Hector è alto un metro 85, pesa 75 chili ed è nato a Saarbrücken il 27 maggio del 1990. Spinge e arriva al cross con facilità, ma si fa apprezzare anche in marcatura. Nella scorsa stagione è stato uno degli artefici della promozione in Bundesliga della squadra di Peter Stöger con trentatré presenze, due gol e due assist. Ha iniziato la carriera nell’Auersmacher, quasi al confine con la Francia, ed è stato ingaggiato dal Colonia nel 2010. Jonas Hector era stato eletto un anno fa dal giornale “Kicker” secondo miglior difensore della serie B tedesca. E ora si gioca il posto di titolare in nazionale con Erik Durm (classe 1992) del Borussia Dortmund. Prima di Hector, l’ultimo giocatore del Colonia convocato dalla Germania era stato Lukas Podolski.

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