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Fabiano, il portiere della sorpresa Porto

© Ansa

Ha ventisette anni, è brasiliano ed è stato uno dei protagonisti della vittoria (3-1) in Champions League contro il Bayern Monaco di Guardiola. E’ cresciuto nel settore giovanile del San Paolo. Ha un contratto fino al 2019.

 Stefano Chioffi

venerdì 17 aprile 2015 18:49

ROMA - Nel ventaglio degli otto club rimasti in corsa in Champions League, il Porto è l’unico ancora imbattuto: nove partite, sei vittorie e tre pareggi. La lezione al Bayern Monaco (che aveva in campo sei campioni del mondo della nazionale di Joachim Löw) rafforza le ambizioni della squadra di Julen Lopetegui, il tecnico spagnolo che ha affrontato a specchio (con il 4-3-3) Pep Guardiola, suo ex compagno nel Barcellona. Un 3-1 firmato da una doppietta di Quaresma, bocciato dall’Inter, e dal gol di Jackson Martinez, che ha una clausola di rescissione di trentacinque milioni di euro.

 

LA FILOSOFIA - Lopetegui ha diversi lati in comune con Guardiola. E non solo a livello tattico: dal pressing al possesso-palla, dal 4-3-3 ai metodi legati alla preparazione atletica. Due allenatori abituati a valorizzare talenti. Guardiola ha trasformato in oro la “cantera” del Barça, Lopetegui ha vinto l’Europeo Under 21 nel 2013, in Israele, con Isco e Thiago Alcantara, con Morata e Koke, con De Gea e Montoya, con Bartra e Illarramendi. Il Porto ha creato le basi per un finale di stagione molto emozionante. In campionato è secondo, con tre punti di distacco dai campioni in carica del Benfica. E sogna la semifinale in Champions League, che il Porto ha vinto solo una volta, nel 1987, quando si chiamava ancora Coppa dei Campioni, proprio contro il Bayern Monaco, con Artur Jorge in panchina e grazie a un colpo di tacco di Madjer e a un gol di Juary.

 

I PUNTI DI FORZA - Una squadra che ha riportato entusiasmo allo stadio “do Dragão”. Il 4-3-3 di Lopetegui funziona e diverte. I brasiliani Danilo (già ceduto al Real Madrid per trentuno milioni e mezzo di euro) e Alex Sandro si muovono sulle fasce. L’olandese Martins Indi - che giocava con il laziale Stefan De Vrij nel Feyenoord - forma la coppia centrale con Maicon. In regia c’è Casemiro, preso in prestito dal Real Madrid. Il messicano Hector Herrera è il mediano, mentre la mezzala è ll spagnolo Oliver Torres, altro gioiello, di proprietà dell’Atletico Madrid. Ricardo Quaresma e Yacine Brahimi, franco-algerino, sono i due esterni d’attacco e lavorano vicino a Jackson Martinez.

 

EX SAN PAOLO - Tra i segreti c’è anche il portiere Fabiano, ventisette anni, brasiliano, otto presenze in Champions e cinque gol subiti. E’ alto un metro e 97, è cresciuto nel Rio Branco, ha proseguito la sua avventura nelle giovanili del San Paolo e si è allenato in passato con Hernanes e Lucas Moura. E’ nato il 29 febbraio del 1988 a Mundo Novo e sta contribuendo alla stagione emozionante del Porto. Ventisei gare e undici reti incassate in “Primeira Liga", per diciassette volte la sua porta è rimasta inviolata. E’ stato promosso titolare da Lopetegui. Nella scorsa stagione era la riserva dell’esperto Helton, classe 1978. 

 

IL TRASFERIMENTO - Fabiano è arrivato al Porto nell’estate del 2012: il suo cartellino è costato un milione e duecentomila euro e adesso vale cinque volte di più. Dopo aver esordito nel campionato brasiliano con la maglia del San Paolo il 13 ottobre del 2007 (1-1 con il Fluminense), sotto la guida di Muricy Ramalho, Fabiano Ribeiro de Freitas ha giocato in prestito nel Toledo, nel Santo André, nell’America di Natal e nel Gremio Prudente. Nel 2011 si è svincolato e ha firmato con l’Olhanense, club portoghese. Trenta presenze da titolare, la stima del tecnico Sergio Conceiçao (ex ala della Lazio e dell’Inter) e il passaggio, dopo un anno, al Porto, che all’inizio lo ha inserito nella squadra B, allenata da Rui Gomes.

 

IN CHAMPIONS - Personalità e tempi giusti nelle uscite, buona presa, carisma: Fabiano guida il reparto e trasmette sicurezza. In Champions ha subito cinque gol in otto partite: una gara, quella di ritorno con lo Shakhtar, l’ultima della fase a gironi, l’ha saltata per infortunio lasciando il posto al suo vice Andres Fernandez. In quattro partite, in Europa, è rimasto imbattuto. Il suo nome è sull’agenda di Carlos Dunga, il ct chiamato a ricostruire la Seleçao dopo la delusione dell’ultimo Mondiale. Fabiano ha un contratto con il Porto fino al 30 giugno del 2019.

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