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André e lo Sport Recife: ecco le favole del Brasile

André e lo Sport Recife: ecco le favole del Brasile

E' un centravanti, ha 24 anni e ha segnato tre gol in quattro gare nel “Brasileirao”, trascinando al primo posto lo Sport Recife, che ha ingaggiato solo giocatori brasiliani ed è l'unico club ancora imbattuto (sei vittorie e quattro pareggi). André è arrivato in prestito dall'Atletico Mineiro.

 Stefano Chioffi

giovedì 2 luglio 2015 15:40

ROMA - La riunione è stata lunga, tra spaccature interne e contrasti aspri, ma alla fine la federazione brasiliana ha deciso di non licenziare Carlos Dunga, che continuerà a ricoprire la carica di ct della Seleçao, nonostante i fischi in Coppa America e l’eliminazione nei quarti contro il Paraguay di Ramon Diaz. La crisi del Brasile non si ferma: da Felipe Scolari, esonerato dopo il fiasco al Mondiale, a Carlos Dunga, che non è ancora riuscito a dare un’identità alla nazionale verdeoro. L’ex mediano della Fiorentina è rimasto al suo posto, ha evitato di scottarsi, ma il suo lavoro è argomento di discussioni e processi. Il primo punto del dibattito  scaturisce dalle convocazioni del ct: malumori e polemiche per la doppia esclusione di Oscar del Chelsea e del laziale Felipe Anderson. 

I PROBLEMI - Sono otto anni che il Brasile è a digiuno di successi: l’ultima festa risale al 2007, quando conquistò la Coppa America in Venezuela. Ha deluso al Mondiale del 2010 in Sudafrica, è uscito nel 2011 ai quarti della Coppa America, ha tradito il grande appuntamento del 2014, fallendo l’assalto alla sesta Coppa del Mondo, ed è uscito fuori pista anche nei giorni scorsi, in Cile, rispedito a casa dal Paraguay. Una collezione di rimpianti e di errori.

LA MISSIONE - Dunga è stato l’ultimo a vincere: era lui il ct nel 2007. E’ stato richiamato sulla panchina del Brasile dopo l’uscita di scena di Scolari, che nel frattempo ha trovato un contratto da sogno in Cina nel Guanghzou Evergrande, l’ex club di Marcello Lippi e Fabio Cannavaro. Dunga ha un compito delicato: ricostruire una nazionale competitiva. Il prossimo esame è fissato tra un anno, in occasione della Coppa America del Centenario, in programma negli Stati Uniti dal 3 al 26 giugno del 2016. La strada è in salita. E gli ultimi risultati imporranno scelte drastiche, un rinnovamento profondo, come è filtralto dai suoi collaboratori più stretti. 

IL PIANO - Grande attenzione sarà rivolta ai nuovi talenti del campionato. La sorpresa, nel Brasileirao 2015, è rappresentata finora dallo Sport Recife, che si trova al comando dopo dieci giornate. Ventidue punti, sei vittorie (sempre in casa, allo stadio Aldermar da Costa Carvalho, e quattro pareggi (tutti in trasferta), diciotto gol realizzati e otto subiti. E’ un club formato soltanto da giocatori brasiliani. Ed è l’unico ancora imbattuto. Ha travolto, ieri notte, anche l’Internacional di Porto Alegre: 3-0, gol di Marlone e doppietta di André, che viene tenuto sotto osservazione dallo staff di Dunga. 

L’UNICO TITOLO - Lo Sport Recife ha rovesciato le previsioni della vigilia. E ha acceso la curiosità degli appassionati in Brasile. E’ una società che ha 110 anni di storia ed è il simbolo dello stato di Pernambuco. Ha vinto soltano una volta il titolo di campione nazionale, nel 1987, dopo una battaglia legale con il Flamengo e la Federazione brasiliana, terminata con il verdetto della Corte Superiore di Giustizia. 

I SEGRETI - Lo Sport Recife è allenato da Eduardo Baptista, quarantacinque anni, ex assistente di Nelsinho durante l’esperienza in Giappone nel Kashiwa Reysol. Il modulo della svolta è il 4-3-1-2. Danilo Fernandes (1988) in porta, Samuel Xavier (1990) nel ruolo di terzino destro, Ewerton Pascoa (1989) e Durval (1980) al centro della difesa, René (1992) sulla fascia sinitra. il regista è Wendel (1982), ai suoi lati si muovono Rithely (1991) e Neto (1996). Il trequartista è Diego Souza (1985), ex Cruzeiro, mentre i due attaccanti sono Leite (1988) e André (1990), che è la novità di questa prima parte del Brasileirao. 

IL PRESTITO - André è arrivato allo Sport Recife da poco più di tre settimane, in prestito dall’Atletico Mineiro: l’operazione è stata definita il 10 giugno. Quattro presenze e tre gol con la squadra di Eduardo Baptista.Classe e dribbling, rapidità e furbizia in area di rigore, è un destro naturale. Prima della doppietta all’Internacional di Porto Alegre, aveva lasciato il suo marchio nella gara con il Vasco da Gama. E’ un centravanti, è alto un metro e 84, ha ventiquattro anni, è nato il 27 settembre del 1990 a Cabo Frio. Nell’Atletico Mineiro non trovava spazio: il tecnico Levir Culpi gli preferiva l’argentino Lucas Pratto, ex Genoa. 

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