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Demme, il mediano della sorpresa Lipsia: ha origini calabresi e il suo idolo è Gattuso

Demme, il mediano della sorpresa Lipsia: ha origini calabresi e il suo idolo è Gattuso

Tre presenze, sempre titolare in Bundesliga, mai sostituito, 24 anni, pressing e applicazione: è nato in Germania, ma ha anche il passaporto italiano. E' uno dei pilastri del neopromosso Lipsia, terzo in classifica con 7 punti in 3 giornate e ancora imbattuto.

 Stefano Chioffi

lunedì 19 settembre 2016 15:01

ROMA - Il Lipsia viene finanziato dall’azienda austriaca Red Bull, che detiene anche il controllo del club a livello azionario. Promosso nello scorso maggio per la prima volta in Bundesliga, è terzo in classifica dopo tre giornate, insegue il Bayern Monaco e l’Hertha Berlino (gli unici a quota 9 e a punteggio pieno), è ancora imbattuto, ha debuttato pareggiando con l’Hoffenheim (2-2) e ha superato il Borussia Dortmund di Götze (1-0) e l’Amburgo in trasferta (4-0). Mancava da sette anni, nella serie A tedesca, una squadra dell’ex Germania Est: l’ultima era stata l’Energie Cottbus. Dalla caduta del muro di Berlino, 9 novembre 1989, sono state solo quattro le società della vecchia Oberliga che hanno partecipato alla Bundesliga, considerando l’Hansa Rostock e la Dinamo Dresda. L’allenatore del Lipsia è austriaco, Ralph Hasenhüttl, 49 anni, ingaggiato in estate al posto di Ralf Rangnick, che ha deciso di ritagliarsi un ruolo da dirigente, dietro la scrivania, dopo la promozione. Il modulo di base è il 4-4-2. Sette gol segnati e due subiti, organizzazione tattica, pressing, difesa solida. L’obiettivo di partenza era una salvezza tranquilla. Ma la stagione può riservare la sorpresa di un piazzamento in Europa League, un traguardo in grado di ricompensare almeno in parte i cento milioni investiti nel club biancorosso dalla Red Bull, che nel 2009 aveva fondato il RasenBallsport Leipzig rilevando il titolo sportivo del Markranstädt, iscritto alla quarta divisione.

LA SQUADRA - Tre promozioni, un mucchio di soldi sul mercato, l’ambizione di piantare le tende in Bundesliga: la compagnia autriaca controlla anche il Salisburgo e si è fatta larga anche in altri sport, come in Formula 1. Una squadra costruita con l’innesto di dodici stranieri su una rosa di ventisei giocatori. I tedeschi in campo dall’inizio, sabato pomeriggio, in occasione del colpo d’oro ad Amburgo, erano quattro su undici: i difensori centrali Willi Orban (1992) e Marvin Compper (1985, ex Fiorentina), il terzino sinistro Marcel Halstenberg (1991) e il mediano Diego Demme (1991, che ha anche il passaporto italiano). In porta c’era l’ungherese Peter Gulacsi (1990). Sulla fascia destra si muoveva Bernardo (1995), brasiliano. Gli esterni di centrocampo erano Naby Keita (1995), guineano, e lo svedese Emil Forsberg (1991). In regia, invece, ecco l’austriaco Stefan Ilsanker (1989), connazionale della punta Marcel Sabitzer (1994), che faceva coppia in attacco con il danese Yussuf Poulsen (1994). 

L’IDOLO GATTUSO - Una squadra che si muove con ordine e che mercoledì sera, nel turno infrasettimanale, affronterà in casa il Borussia Mönchengladbach. Il Lipsia gioca bene, diverte, raccoglie complimenti. E in questo progetto, di cui fa parte Rani Khedira (1994, centrocampista, fratello dello juventino Sami), si sta imponendo anche Diego Demme, origini calabresi, che ha raccontato spesso di essere cresciuto seguendo un idolo, Gennaro Gattuso, ora allenatore del Pisa. Prende in consegna quasi sempre il regista avversario, in marcatura è un martello e in caso di emergenza può fare il terzino. E’ nato in Germania, a Herford, in Renania, venti minuti di macchina da Bielefeld, il 21 novembre del 1991: è alto un metro e 70, corsa e spirito di sacrificio, altruismo, orgoglio, il numero 31 sulle spalle. Parla poco l’italiano, anche se il papà è nato in Calabria. Ha cominciato a giocare nell’Arminia Bielefeld, poi nel 2012 è passato al Paderborn. E durante il mercato di gennaio, nel 2014, ha firmato per il Lipsia. Ha un contratto fino al 2018. E’ ambidestro, sempre titolare in queste prime tre giornate del campionato tedesco: mai sostituito, 270 minuti in campo, un assist per Dominik Kaiser nella gara con l’Hoffenheim, il 28 agosto, in occasione del suo esordio nella serie A tedesca. Con ventotto presenze era stato uno dei protagonisti della promozione in Bundesliga.

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